Secondo il vento faremo le vele

Progetto finanziato dal Dipartimento per le Pari Opportunità – Presidenza del Consiglio dei Ministri, secondo l’Avviso pubblico per il finanziamento delle pari opportunità nel campo dell’arte dello sport a favore di persone disabili Anno 2011.
Le attività si sono avviate il 15 maggio 2013 e sono terminate nell’aprile 2014.
Il progetto ha valenza nazionale e propone un corso di vela e successiva crociera per giovani con sindrome di Down.
Tale iniziativa è diretta a valorizzare ed accrescere:

  • le capacità delle persone con disabilità attraverso la fruizione pratica delle attività sportive della vela: prenderanno parte al progetto 3 equipaggi composti anche da ragazzi con sindrome di Down che sperimenteranno direttamente l’esperienza della vela attraverso un corso preparatorio ed una crociera. Attraverso tali attività i ragazzi saranno chiamati a mettere in gioco le loro capacità fisiche e relazionali.
  • l’integrazione tra persone con disabilità e non, attraverso la formazione di 3 equipaggi, ciascuno composto da: 4 ragazzi e 4 ragazze con sindrome di Down di età compresa tra i 20 e i 35 anni, 2 giovani coetanei, 2 educatori AIPD e 2 istruttori di vela. Ogni membro sarà indispensabile per il raggiungimento dell’obiettivo comune, ovvero far andare la barca. L’integrazione avverrà anche attraverso momenti formali ed informali di socializzazione nei porti di partenza e di transito (visite alle capitanerie di porto, approvvigionamento cambusa nei negozi locali, visite dell’imbarcazione da parte di persone interessate) nonché attraverso la mostra fotografica che prevederà la presenza di ragazzi con sindrome di Down che hanno partecipato all’esperienza e che potranno rispondere ad eventuali curiosità da parte dei visitatori.
  • la percezione delle capacità e delle potenzialità dei destinatari attraverso la metodologia del corso di vela che permetterà ai ragazzi con sindrome di Down stessi di essere i veri protagonisti dell’esperienza velica: avere un incarico all’interno della barca e saperlo portare avanti dall’inizio alla fine permetterà ai ragazzi di sentirsi competenti e concorrerà a restituire loro un’immagine di sé come persone adulte e ad aumentare la loro autostima. Inoltre l’esperienza sportiva proposta servirà a promuovere nell’opinione pubblica un’immagine delle persone con sindrome di Down come individui ricchi di capacità e potenzialità da sviluppare e per i quali si può credere in un’autonomia possibile.

Tratto distintivo e fondante del progetto risiede nella possibilità di integrare la metodologia utilizzata dall’AIPD nei corsi di educazione all’autonomia con l’ampio ventaglio di possibilità offerte dalla pratica velica:

  • formazione in situazione attraverso il coinvolgimento attivo dei ragazzi nella gestione dell’imbarcazione e nelle scelte: in quest’ottica i ragazzi saranno attivamente coinvolti nella conduzione dell’imbarcazione partecipando in prima persona a tutti gli aspetti della gestione della vita in comune (cucina, pulizia, approvvigionamento cambusa, ecc.) e dell’andare per mare (virare e strambare, cazzare e lascare una vela, ecc.). Verranno assegnati ruoli nell’equipaggio, in modo da creare le sinergie tra i diversi compiti, per il raggiungimento di un unico obiettivo: far andar la barca;
  • considerazione del loro essere grandi e capaci e riconoscimento esplicito di tale ruolo come rinforzo verso l’acquisizione di ulteriori autonomie: ciò si realizza nel linguaggio, nel modo di rivolgersi ai ragazzi, nel confronto diretto con il piano di realtà;
  • giochi di simulazione/esplorazione: al fine di interagire al meglio con l’ambiente barca e di conoscerne il funzionamento verranno organizzati giochi specifici per stimolare la curiosità e l’apprendimento dei giovani partecipanti;
  • lezione frontale, lavoro e discussioni di gruppo verranno utilizzati in diversi momenti sia della navigazione sia delle attività a terra (compreso il seminario di formazione) al fine di precisare gli scopi e monitorare l’andamento dell’esperienza nell’arco del suo svolgimento.

Responsabile del progetto: Daniele Castignani

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