Down Town

Questo progetto è stato finanziato dal Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche Sociali ai sensi della legge n. 383/2000, art. 12, comma 3, lettera f ), per la Direttiva Anno 2009. Il progetto si è svolto dal luglio 2010 al luglio 2011.
Ha coinvolto 16 Sezioni AIPD (Avellino, Belluno, Caserta, Caltanissetta, Catanzaro, Foggia, Grosseto, L’Aquila, Macerata, Matera, Milazzo-Messina, Pavia, Ravenna, Sud Pontino, Termini Imerese, Versilia) tra quelle di più recente costituzione e/o con difficoltà ad avvicinare significativamente la popolazione di riferimento, con l’obiettivo di raggiungere il maggior numero possibile di persone con sindrome di Down e le loro famiglie.
In ciascuna Sezione coinvolta si è promossa un’azione di informazione e sensibilizzazione verso le famiglie non associate ed è stato istituito uno sportello locale di consulenza e segreteria con un operatore appositamente formato  attraverso un seminario iniziale.
Tramite la piattaforma AIPD Formazione si è costituita una rete di monitoraggio e confronto tra gli operatori di tutte le Sezioni aderenti al progetto.
Sono state effettuate visite di monitoraggio e di supervisione da parte dello staff dell’AIPD Nazionale in 14 delle 16 Sezioni aderenti.
In talune Sezioni con l’occasione si sono effettuati incontri tematici rivolti a genitori e familiari (soci e non) di persone con sindrome di Down sull’integrazione scolastica (nelle Sezioni di Caserta, Caltanissetta, L’Aquila, Matera, Pavia, Sud Pontino, Termini Imerese, Versilia) e gli aspetti socio assistenziali (Grosseto, Macerata, Termini Imerese).

Un ulteriore obiettivo del progetto è stato quello di avviare un network tra le Sezioni AIPD della stessa regione. Nello specifico le Sezioni di Belluno, Catanzaro e Milazzo-Messina, in occasione della visita di supervisione, hanno organizzato un convegno sull’Amministrazione di sostegno e sul Trust in favore delle persone fragili. Inoltre, sempre in occasione di tali visite, sono stati effettuati incontri fra i presidenti delle Sezioni AIPD presenti nel Veneto, Abruzzo, Campania, Calabria e Basilicata. Allo stesso scopo ha avuto inoltre luogo, presso la sede Nazionale AIPD, un incontro fra i presidenti delle sedi ubicate nel territorio della regione Lazio.
Le Sezioni più esperte hanno fornito indicazioni alle Sezioni più in difficoltà sull’organizzazione interna: modalità di fund-raising, reperimento volontari e persone in servizio civile, rapporti con le istituzioni pubbliche e private del territorio, ecc.
Essendo uno degli obiettivi il raggiungimento di un maggior numero di famiglie con persone con sindrome di Down, sono stati forniti strumenti e strategie utili allo scopo. Quindi la sede Nazionale ha:
– predisposto un modello grafico comune per la realizzazione di un depliant informativo sulla sindrome di Down e sui servizi dell’associazione, quindi sulla base di tale modello la maggior parte delle Sezioni ha realizzato e distribuito presso i luoghi ad alto transito individuati nel proprio territorio il proprio depliant personalizzato;
– fornito indicazioni per la realizzazione di una biblioteca minima con materiali cartacei e multimediali. Attraverso la piattaforma on-line inoltre sono stati condivisi in formato elettronico nuove pubblicazioni, modulistica, normativa, siti e altri materiali informativi inerenti i diversi argomenti utili allo sportello di  consulenza per le famiglie.
Ciascuna Sezione ha:
– individuato modalità di auto-promozione sul territorio attraverso la diffusione di materiali informativi, lettere, e-mail, presenza sui media locali, sui social networks, in eventi e la collaborazione con i servizi disponibili a fare da tramite per le famiglie;
– proseguito nell’aggiornamento dell’elenco delle risorse presenti sul proprio territorio (scuole, centri di riabilitazione, ASL, centri per l’impiego, comunità alloggio, centri diurni, cooperative sociali di tipo B, centri estivi integrati, gruppi ed associazioni di volontariato, gruppi parrocchiali, ecc.) in modo da poter fornire informazioni aggiornate alle famiglie;
– realizzato uno “Sportello Informativo”, individuando giorni e orari di apertura.

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