Scheda n.26.

Contrassegno speciale di circolazione

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E’ un’autorizzazione rilasciata dal Comune di residenza, che consente ai veicoli a servizio delle persone invalide con capacità di deambulazione sensibilmente ridotta e non vedenti di sostare liberamente nelle strisce blu e negli spazi a loro riservati, accedere alla Zona a Traffico Limitato e circolare nelle corsie preferenziali riservate oltre che ai mezzi pubblici anche ai taxi.
L’agevolazione è riconosciuta a condizione che i veicoli siano utilizzati in via esclusiva o prevalente a beneficio delle persone con invalidità.
Inoltre, il contrassegno è requisito necessario per l’eventuale assegnazione del cd. parcheggio ad personam: il “Regolamento di esecuzione e di attuazione del nuovo codice della strada” prevede che il Sindaco, con propria ordinanza, nei casi in cui ricorrono particolari condizioni di disabilità, possa assegnare a titolo gratuito un adeguato spazio di sosta individuato da apposita segnaletica indicante gli estremi del "contrassegno invalidi" della persona autorizzata ad usufruirne. Il Regolamento limita la concessione di tale parcheggio alle zone ad alta densità di traffico.

Tra la documentazione da produrre è richiesto un certificato medico rilasciato dalla ASL/Settore Medico Legale della propria zona di residenza, che deve contenere, oltre la diagnosi, la seguente dicitura:
"A tale minorazione fisica consegue una capacità di deambulazione permanentemente e sensibilmente ridotta. Si rilascia il presente certificato a domanda dell'interessato ai fini della concessione del contrassegno speciale di cui all'art. 381 del D.P.R.495/92 aggiornato con D.P.R. 610/96 e dell’art. 12 D.P.R. 503/96".
La possibilità di ottenere il "contrassegno invalidi" è stata successivamente estesa anche ai non vedenti.
È prevista inoltre la possibilità “per le persone invalide a tempo determinato in conseguenza di infortunio o per altre cause patologiche” di ottenere un'autorizzazione temporanea; in questo caso, la relativa certificazione medica deve specificare il presumibile periodo di durata della invalidità.

Dal momento che si fa riferimento alla capacità di deambulazione, che è generalmente interpretata come capacità fisica, il rilascio di tale contrassegno alle persone con disabilità intellettiva è subordinato all'interpretazione della dicitura da parte del medico legale preposto o a specifiche disposizioni locali: è il caso della Regione Lombardia che ha esteso la semplificazione del rilascio del contrassegno direttamente dal Comune di residenza previa la sola presentazione di copia del certificato di invalidità civile attestante l’impossibilità di deambulare senza l’aiuto permanente di un accompagnatore.

Il contrassegno non spetta dunque a tutte le persone con disabilità o con riconoscimento di handicap in situazione di gravità in quanto tali, ma solo a quelle riconosciute non deambulanti.
A tale riguardo, il Giudice di Pace di Verona ha sollevato questione di legittimità costituzionale delle norme regolanti il rilascio del contrassegno laddove si individuano quali beneficiari solamente persone non deambulanti e non vedenti, escludendo altre tipologie di disabilità.
La Corte Costituzionale ha tuttavia dichiarato manifestamente inammissibile la questione di legittimità costituzionale, sottolineando che appare del tutto ragionevole che, in tema di circolazione di persone e cose, sia preso in particolare considerazione quell'aspetto dell'invalidità rappresentato dalla non deambulazione.

Per una corretta (a nostro avviso) interpretazione del concetto di deambulazione, potrebbe essere utile citare quella fornita, sia pure con riferimento al diritto all’assegno di accompagnamento, dalla Circolare del Ministero della Sanità del 17 gennaio 1972, n. 7 secondo cui “…la funzione di deambulazione, quale complessa attività neuromotoria, va intesa in termini estensivi, e cioè come mancanza di autosufficienza e collegata necessità di un accompagnatore.”


12/30/2013Telefono Dtelefonod@aipd.it