Contro il linguaggio dell’odio e del pregiudizio

Contro il linguaggio dell’odio e del pregiudizio

COMUNICATO STAMPA AIPD

Un video in cui vengono usate parole inaccettabili, reso ancora più virale perché ne è protagonista l’attuale portavoce del Presidente del Consiglio, è solo l’ultimo episodio che alimenta e legittima il linguaggio del pregiudizio che non va più tollerato.

Roma, 9 novembre 2018. Nel condividere appieno il contenuto del comunicato stampa pubblicato ieri dalla FISH (Federazione Italiana Superamento Handicap) di cui AIPD è membro, l’Associazione Italiana Persone Down intende porre l’attenzione sul tema della corretta comunicazione e dell’uso, irresponsabile e sempre più frequente, di concetti-metafore-terminologie, a dir poco, inadeguati.

Tra poco AIPD celebrerà 40 anni di attività, anni preziosi nel corso dei quali tanto è stato fatto per far conoscere chi sono le persone con sindrome di Down e cosa possono fare. Da persone totalmente dipendenti a persone in grado di autodeterminarsi, da eterni bambini a lavoratori, da peso per la società a risorsa. Di pari passo abbiamo lavorato nei confronti della corretta comunicazione: le persone hanno la sindrome di Down, non ne sono affette (la sdD non è una malattia!), le persone hanno una disabilità, non sono disabili… la nostra ultima campagna per la Giornata Nazionale delle Persone con sindrome di Down, celebrata lo scorso ottobre, affermava “Non guardarmi solo a metà, oltre la sindrome di Down c’è una persona intera”.
Oggi però occorre riprendere con forza il tema della “buona comunicazione” per andare oltre i pregiudizi che continuano ad avere cittadinanza, a maggiore ragione se veicolati da realtà che hanno grande visibilità e seguito nei media e sui social.

«Crediamo fortemente che i pregiudizi si combattono con la conoscenza; in Italia esistono oggi 51 sezioni AIPD che, da Belluno a Termini Imerese, sono impegnate quotidianamente sul territorio. 51 realtà a disposizione di chi ha voglia di conoscerle e lavorare al loro fianco – afferma Paolo Virgilio Grillo, presidente AIPD Nazionale – Invitiamo le persone impegnate nella comunicazione, nello spettacolo e nella politica, a contattarci e a partecipare ai tanti incontri, eventi, attività in programma nei territori delle nostre sedi, dove possono verificare come i programmi di autonomia rivolti alle persone con sindrome di Down stiano portando le stesse ad una vita realmente partecipata in tutti gli ambiti. Aiutateci a non rendere vana l’azione che l’Associazione e le famiglie stanno svolgendo da anni per modificare una visione non più attuale della sindrome di Down».

Qui sotto il testo del comunicato stampa FISH
Contro il linguaggio dell’odio e del pregiudizio

Uno sgradevole video, in circolazione in queste ore, ritrae il portavoce del Presidente del Consiglio, Rocco Casalino, proferire considerazioni gravissime sulle persone anziane e sulle persone con sindrome di Down.

Poco rileva il fatto che quelle affermazioni siano datate e, ancor meno, che si tenti ora di relativizzarle o, peggio, minimizzarle: producono un effetto pesante in termini di comunicazione e di diffusione di quello stigma che da anni tentiamo di contrastare in tutti i modi.

Non è solo una mera rivendicazione di un linguaggio “politicamente corretto”, che peraltro sarebbe più che giustificata. In realtà, il linguaggio tradisce un pregiudizio, se non addirittura un rigetto verso la diversità, verso le differenze, verso le minoranze e i più deboli, atteggiamenti che poi non possono che concretizzarsi in gesti, azioni, omissioni profondamente contrari ad ogni sforzo inclusivo se non allo stesso diritto di cittadinanza e ai diritti umani.

Questi episodi e queste dichiarazioni sono sempre gravi, ma lo sono ancora di più quando provengono da personaggi pubblici, politici e non, e alimentano quel linguaggio di odio che purtroppo è sempre più diffuso, pervasivo e violento.

La Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, oltre ad esprimere la propria indignazione di fronte a questi specifici fatti, che sembrano essere tutt’altro che infrequenti, chiede un impegno politico, bipartisan e corale, intervenendo, anche con provvedimenti normativi, contro il linguaggio dell’odio e del pregiudizio, a prescindere da chi ne sia il latore o da quali canali usi.