Scheda n.330.

Tasse scolastiche ed esenzioni

  • Diritto allo studio

SCUOLA DELL'OBBLIGO
Per la scuola del primo ciclo (corrispondenti alla scuola Primaria e Secondaria di Primo grado) e primi 3 anni della Secondaria di Secondo grado (ex scuola superiore) permane la gratuità per tutti, pertanto non sono dovute tasse scolastiche da nessun alunno (D.Lvo n° 226/05, art. 28, comma 1; C.M. n° 2/06C.M. n° 13/07 e C.M. n° 936/14).

4 e 5 ANNO DELLE SCUOLE SUPERIORI
Per gli ultimi 2 anni della scuola secondaria di secondo grado (ex scuola superiore) gli studenti sono tenuti al pagamento delle tasse scolastiche.
L’impianto normativo tuttora in vigore in tema di tasse scolastiche (art. 200 Testo Unico D.Lvo 297/1994) prevede quattro distinti tipi di tributo: di iscrizione, di frequenza, di esame e di rilascio di diploma.

  1. Tassa di iscrizione: E’ esigibile all’atto dell’iscrizione ad un dato corso di studi secondari di secondo grado, non è rateizzabile ed è devoluta integralmente all’Erario. L’importo è di € 6,04.
  2. Tassa di frequenza: deve essere corrisposta ogni anno. La tassa deve essere pagata per intero sia nel caso che l’alunno si ritiri dalla scuola sia nel caso che sia costretto ad interrompere la frequenza per motivi vari. Il pagamento è riconosciuto valido, in caso di trasferimento di uno studente da istituto statale ad un altro statale, dalla nuova scuola. Importo € 15,13.
  3. Tassa di esame: Deve essere corrisposta esclusivamente nella scuola secondaria di secondo grado in unica soluzione al momento della presentazione della domanda per esami di idoneità, integrativi, di licenza, di qualifica, di Stato (ex maturità). L'importo è di € 12,09.
  4. Tassa di diploma: La tassa deve essere corrisposta in unica soluzione, al momento della consegna del titolo di studio. Importo € 15,13.

 

Lo stesso Testo Unico prevede l'esonero dalla tasse scolastiche per merito, per reddito e per appartenenza ad alcune categorie speciali. Questi tipi di esonero valgono per tutte le tasse scolastiche ad eccezione della sola tassa di diploma per merito. (fonte MIUR: www.istruzione.it/web/hub/urp/lo-sai-che)

Già l’art. 30 della Legge n° 118/71 stabiliva che

“ai mutilati ed invalidi civili che appartengono a famiglie di disagiata condizione economica e che abbiano subito una diminuzione superiore ai due terzi della capacità lavorativa ... è concessa l’esenzione dalle tasse scolastiche ... e da ogni altra imposta, analogamente agli esoneri previsti per ...ciechi civili, i mutilati ed invalidi di guerra, di lavoro, di servizio e i loro figli”.

 

Il Testo Unico, all'art. 200, comma 7 prevede espressamente il diritto all'esenzione dal pagamento delle tasse scolastiche e anche dell'imposta di bollo per gli alunni ciechi che appartengono a famiglia di disagiata condizione economica.

 

Tale norma deve intendersi necessariamente estesa anche a tutti gli altri alunni con disabilità certificata ai sensi della Legge n° 104/92, art. 3.

 

In caso contrario la norma del Testo Unico dovrebbe considerarsi viziata da illegittimità costituzionale per palese disparità di trattamento, in quanto creerebbe un'ingiustificata discriminazione tra gli alunni ciechi e tutti gli altri alunni con disabilità certificata. Inoltre risulterebbe in conflitto con:
Di fatto quindi per usufruire dell'esonero dalle tasse scolastiche e del bollo, gli alunni con disabilità debbono comunque versare in condizione di disagiata situazione economica.
limiti massimi di reddito familiare per rientrare nel criterio di "famiglia in disagiata condizione economica" e avere quindi diritto all'esenzione delle tasse scolastiche e, per i soli alunni con disabilità, all'imposta di bollo, sono comunicati annualmente dal ministero.

Per l'anno scolastico 2015-2016 tali limiti sono pubblicati nella Nota prot. n° 1647 del 25 febbraio 2015.

CONTRIBUTI SCOLASTICI

Quanto invece ai contributi scolastici sempre più frequentemente richiesti alle famiglie direttamente dalle scuole di ogni ordine e grado, essi sono di natura volontaria.
Pertanto non c'è obbligo di pagamento, nè quindi relativo esonero, ma solo libertà per chiunque di pagarli o non pagarli.

A tal proposito si vedano le schede:
n° 372. Chiarimenti definitivi sulla volontarietà e detraibilità dei contributi scolastici (Note 312/12 e 593/13)
n° 331. I contributi scolastici sono volontari (e detraibili) eppure molte scuole li fanno passare per obbligatori


Pubblicato il 28/3/2011
Aggiornato il 27/2/2015Avvocato Salvatore Nocera
Responsabile dell'area Normativo-Giuridica dell'Osservatorio dell’AIPD sull’integrazione scolastica
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