Scheda n.423.

Linee d’indirizzo sul rapporto scuola-famiglia (Nota 3214/12)

  • Diritto allo studio
  • Consigli ai genitori

Il 22 novembre 2012 il MIUR ha emanato le Linee d'indirizzo "Partecipazione dei genitori e corresponsabilità educativa" trasmesse con la Nota prot. n° 3214/12.

Il documento prende le mosse dagli art. 30, 33 e 34 della Costituzione sottolineando il ruolo costituzionalmente riconosciuto sia alla famiglia che alla scuola per l'educazione e l'istruzione degli alunni.

Indica la normativa primaria di riferimento specificandola:
nel DPR n° 416/74 con l'ingresso dei genitori nei consigli di circolo e d'istituto;
nel DPR n° 567/96  sulla costituzione dei forum locali e nazionali dei genitori e degli studenti;
nel DPR n° 249/98 come integrato e modificato dal DPR n° 235/07 che prevedono: il patto di corresponsabilità educativa genitori/scuola, lo Statuto delle studentesse e degli studenti, che riguarda le infrazioni disciplinari, le sanzioni applicabili e la loro impugnazione e la sottoscrizione del patto educativo di corresponsabilità, e l'Organo di garanzia regionale;
nel D.M. n° 14/02 (Fonags - Forum Nazionale dei genitori della scuola);
nel DPR n° 301/05 (Forags - Forum Regionali dei genitori della scuola).

Si invitano poi le scuole a fare approvare dagli organi collegiali il Bilancio Sociale come strumento conoscitivo dei servizi offerti dalla scuola e dei risultati prodotti annualmente dalla stessa.

Molta importanza viene data alla stipula del patto di corresponsabilità che deve essere proposto e sottoscritto dalla scuola e dalla famiglia all'atto dell'iscrizione e del quale deve essere data copia alla famiglia stessa.
In esso la scuola si impegna a garantire il servizio d'istruzione sulla base del Regolamento di Istituto e la famiglia si impegna a rispettare il Regolamento ed a collaborare con la scuola nell'educazione e nell'istruzione del proprio alunno nel rispetto dei rispettivi ruoli.


OSSERVAZIONI

Il documento, pur essendo sostanzialmente ricognitivo della normativa precedente, è importante perchè ne offre una visione organica e moderna, puntando sulla necessità che la scuola debba saper offrire alle famiglie annualmente un Bilancio Sociale, come avviene in tutte le moderne organizzazioni e perchè lefamiglie vengono viste non solo come controparte contrattuali titolari di diritti e di obblighi, ma anche come compartecipi del ruolo educativo dei giovani, specie in un'epoca in cui i giovani sono sollecitati da molte altre agenzie esterne e possono anche subire esempi negativi di bullismo.

Quello che si lamenta è il mancato riferimento esplicito al POF, Piano dell'Offerta Formativa, che è lo strumento nuovo dell'autonomia delle istituzioni scolastiche introdotto obbligatoriamente per ogni scuola con il DPR n° 275/99.

Per gli alunni con disabilità alcuni aspetti importanti in materia si rinvengono nella terza parte delle Linee Guida ministeriali per l'inclusione scolastica del 4 agosto 2009.
Alla luce di tutta questa normativa sembra opportuno evidenziare l'obbligo di leale collaborazione tra scuola e famiglia che si può sintetizzare ad esempio nei seguenti punti:

Da parte della scuola.

  1. La scuola deve informare la famiglia che nella scuola del primo ciclo (scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di primo grado) non esiste un PEI differenziato, come per la scuola superiore, ma il PEI deve essere formulato sulla base delle effettive capacità e potenzialità dell'alunno e la valutazione positiva consegue alla verifica di progressi realizzati rispetto ai livelli iniziali di apprendimento dell'alunno (art. 16 comma 1 L. n° 104/92 - Vedi anche scheda normativa n° 220. Il PEI differenziato non si applica nella scuola dell’obbligo).
  2. La valutazione non deve riguardare solo il prodotto dell'apprendimento, ma anche il processo di svolgimento dello stesso (DPR n° 122/09).
  3.  Tutte le scuole debbono aver chiaro che tutti gli alunni con disabilità, se lo richiede la famiglia, hanno diritto a partecipare alle viste d'istruzione e, se necessitano di accompagnatore, esso non deve essere unicamente l'insegnate per le attività di sostegno, ma può essere qualunque membro della comunità scolastica, come precisato dalla C.M. n° 291/92 che ha abrogato circolari contrarie degli anni precedenti. Il Dirigente Scolastico ha l'obbligo, nel contattare le agenzie di viaggio, di assicurarsi che esse garantiscano mezzi e percorsi accessibili (Nota prot. n° 645/02). Inoltre, se l'alunno necessita di accompagnatore, le sue spese di viaggio del soggiorno non debbono ricadere sulla famiglia, perchè altrimenti si creerebbe una discriminazione rispetto ai compagni che non debbono sopportare questa spesa, discriminazione vietata dalla L. n° 67/06 (vedi in proposito le schede normative n° 380, n° 119 e n° 13).

Da parte della famiglia.

  1. La famiglia ha il diritto di partecipare attivamente alla formulazione del Profilo Dinamico Funzionale e del PEI, mentre ancora in molte scuole la scuola invita la famiglia a sottoscrivere questi documenti precompilati dalla stessa, senza alcuna partecipazione della famiglia.
  2. Nelle scuole superiori l'adozione del PEI differenziato deve essere condivisa e formalmente sottoscritto dalla famiglia nel GLHO, o successivamente ad esso, dopo ampia illustrazione dei docenti alla famiglia della sua opportunità per l'alunno.
  3. Anche contro la volontà dei docenti, nella scuola superiore, la famiglia può pretendere un PEI semplificato per obiettivi minimi; però in tal caso la famiglia deve essere informata che, ai soli fini della valutazione, l'alunno non verrà considerato con disabilità e potrebbe quindi anche essere bocciato (O.M. n° 90/01 art. 15 - vedi anche la scheda normativa n° 274. Chiarimenti sui diversi tipi di programmazione didattica (PSP) da inserire nel PEI).
  4. La famiglia non può pretendere il trattenimento dell'alunno in scuola dell'infanzia dopo il compimento del 6° anno d'età, anche se motivata dal giusto timore che l'alunno nella scuola primaria inizialmente non troverà il clima di certezza che ormai si è realizzato nella scuola dell'infanzia. Infatti tutte le Circolari sulle iscrizioni non prevedono più le deroghe in tal senso stabilite da vecchie circolari. L'art. 114 comma 3 del Testo Unico approvato con D.Lvo n° 297/94 prevede eccezionalmente una ripetenza solo per gravissimi motivi di salute o altri gravi motivi. La situazione di disabilità in sè non può considerarsi grave motivo di salute perchè altrimenti verrebbe a cadere il presupposto fondamentale per l'inclusione scolastica realizzata in Italia dalla fine degli anni '60.
  5. Lo stesso valga per la richiesta di ripetenza della 5 classe della scuola primaria, della 3 media e dell'ultimo anno della scuola superiore. Infatti per il 5 anno della scuola primaria il D.Lvo n° 59/04 consente la ripetenza solo in casi eccezionalissimi che debbono essere ampiamente motivati e con voto favorevole di tutti i docenti della classe, compreso il Dirigente Scolastico; quindi basta un solo contrario per impedire la ripetenza. Quanto alla mancata presentazione agli esami di 3 media e dell'ultimo anno di scuola superiore la famiglai deve essere informata che la mancata presentazione agli esami dell'alunno è vero che comporta per legge la bocciatura dell'alunno, ma ciò non significa che egli abbia un diritto automatico alla ripetenza, poichè essa deve comunque essere deliberata dal collegio dei docenti solo in casi eccezionali e con ampia motivazione, sentiti gli esperti socio-sanitari che seguono l'alunno, e comunque per una sola ripetenza (DLvo n° 297/94 art. 192 comma 4).

Pubblicato il 25/2/2013
Aggiornato il 31/3/2014Avvocato Salvatore Nocera
Responsabile dell'area Normativo-Giuridica dell'Osservatorio dell’AIPD sull’integrazione scolastica
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