Scheda n.572.

La scuola deve garantire l’istruzione domiciliare per tutte le ore di sostegno previste dal PEI (Tribunale Roma 17-4-2018)

  • Diritto allo studio
  • Scuola in ospedale e Istruzione a domicilio

Diffondiamo un comunicato stampa della FIRST e un articolo di superando.it di commento ad un provvedimento del Tribunale di Roma che il 17 aprile 2018 ha sancito che la scuola deve garantire la massima tutela per gli alunni impossibilitati a frequentare la scuola per motivi di salute, attivando l'istruzione domiciliare per tutte le ore di sostengo previste dal PEI.


Fonte: https://firstfederazione65.it/2018/04/19/il-docente-di-sostegno-deve-recarsi-a-casa-dellalunno-con-disabilita-grave-per-garantire-le-ore-di-sostegno-per-tutto-il-periodo-indicato-nel-pei/#more-696

“IL DOCENTE DI SOSTEGNO DEVE RECARSI A CASA DELL’ALUNNO CON DISABILITÀ GRAVE PER GARANTIRE LE ORE DI SOSTEGNO PER TUTTO IL PERIODO INDICATO NEL PEI”.

Tale fondamentale principio è stato affermato dal Tribunale di Roma che si è pronunciato in via d’urgenza con provvedimento del 17.04.2018.
Il caso: i genitori del piccolo alunno affetto da una malattia rara collegata ad una malattia grave immunitaria, con disabilità grave, richiedevano ad una scuola di Roma la possibilità che i docenti di sostegno assegnati all’alunno per 18 ore settimanali svolgessero il loro lavoro presso l’abitazione del bambino in modo da consentirgli i collegamenti tramite web cam e assisterlo al fine di garantire il suo diritto allo studio e all’istruzione.
La scuola, sulla scorta della circolare del MIUR Regione Lazio n. 32987/2017, predisponeva invece un progetto di scuola domiciliare prevedendo che i docenti potessero assistere a domicilio l’alunno, solo per 6/7 ore settimanali, di fatto, annullando ogni diritto del piccolo e garantendo una tutela minima.
I genitori, sfiduciati, rivolgevano numerosi appelli e missive scritte, anche indirizzate al MIUR regionale e la stessa scuola richiedeva un intervento del MIUR Nazionale, ma con esito totalmente negativo.
Stanchi e scoraggiati da una situazione per loro impossibile da gestire, nel mese di marzo si rivolgevano alla FIRST (Federazione Italiana Rete Sostegno E Tutela diritti delle persone con disabilita’), tramite lo sportello “ Dillo alla FIRST”.
Esaminato il caso, si provvedeva a depositare un ricorso in via d’ urgenza al Tribunale Civile di Roma, dove si denunciava il comportamento discriminatorio e la lesione del diritto fondamentale del minore allo studio e all’istruzione.
In data 17.04.2018, il Tribunale di Roma si pronunciava accogliendo integralmente il ricorso dei genitori, stabilendo un principio giuridico che assume, per la sua portata, una valenza nazionale e che di fatto rende illegittime le circolari del MIUR che tendono a restringere il diritto degli alunni che hanno bisogno della domiciliarità in applicazione del criterio “ di minima tutela”, laddove invece il Tribunale stesso, dopo avere ricordato la natura dei diritti fondamentali in gioco, ha applicato il giusto ed effettivo principio “ della massima tutela possibile”.


Fonte: www.superando.it/2018/04/19/non-la-minima-ma-la-massima-tutela-per-gli-alunni-con-disabilita/

Non la minima, ma la massima tutela per gli alunni con disabilità

Così ha deciso nei giorni scorsi il Tribunale Civile di Roma, accogliendo integralmente il ricorso dei genitori di un bimbo con grave disabilità, i quali avevano chiesto a una scuola di Roma la possibilità che i docenti di sostegno assegnati al figlio per diciotto ore settimanali svolgessero il loro lavoro a domicilio. Sulla scorta però di una Circolare dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio, la scuola aveva previsto solo sei-sette ore settimanali, garantendo così al bimbo una tutela minima.

A segnalare il caso è FIRST, la Federazione Italiana Rete Sostegno e Tutela dei diritti delle persone con disabilità, che spiega come i genitori di un bimbo con grave disabilità, affetto da una patologia rara, collegata a una grave malattia immunitaria, avessero chiesto a una scuola di Roma la possibilità che i docenti di sostegno assegnati all’alunno per diciotto ore settimanali svolgessero il loro lavoro presso l’abitazione del figlio, in modo da consentirgli i collegamenti tramite webcam e da assisterlo garantendogli il diritto allo studio e all’istruzione. Sulla scorta però di una Circolare dell’Ufficio Scolastico Regionale del Lazio (Protocollo n. 32987 del 15 novembre 2017), la scuola aveva deciso di predisporre sì un progetto di scuola domiciliare, prevedendo tuttavia che i docenti potessero assistere a domicilio l’alunno solo per sei-sette ore settimanali, garantendo così al bimbo una tutela minima.

«A quel punto i genitori – spiegano dalla Federazione FIRST – sfiduciati per non avere ricevuto alcuna risposta ai loro appelli dall’Ufficio Scolastico Regionale, così come nessuna risposta è arrivata alla scuola da parte del Ministero, si sono rivolti al nostro sportello Dillo alla FIRST, che ha depositato un ricorso in via d’urgenza al Tribunale Civile di Roma, denunciando il comportamento discriminatorio e la lesione del diritto fondamentale del minore allo studio e all’istruzione».
Qualche giorno fa, dunque, esattamente il 17 aprile, lo stesso Tribunale di Roma si è pronunciato sul caso, accogliendo integralmente il ricorso dei genitori del bambino, «stabilendo così un principio giuridico – a parere di FIRST – che per la sua portata assume una valenza nazionale e che di fatto rende illegittime quelle Circolari del Ministero che tendono a restringere il diritto degli alunni che necessitano della domiciliarità, applicando il criterio “ di minima tutela”. Il Tribunale stesso, invece, dopo avere ricordato la natura dei diritti fondamentali in gioco, ha applicato il giusto ed effettivo principio della “massima tutela possibile”».

«Siamo felici – concludono dalla Federazione – di aver potuto contribuire a garantire il diritto allo studio e all’istruzione del piccolo alunno, di avere dato un po’ di serenità a una famiglia molto provata dalla circostanza e di avere contribuito alla costruzione di provvedimenti e misure che tutelino effettivamente le persone con disabilità, in applicazione della nostra mission, ovvero la ricerca della massima tutela possibile delle persone con disabilità, siano esse minorenni o maggiorenni». (S.B.)


Vedi anche la scheda n° 571. La circolare dell’USR del Lazio sull’istruzione domiciliare (Nota 32987/17)

 


Pubblicato il 20/4/2018
Aggiornato il 24/4/2018Avvocato Salvatore Nocera
Responsabile dell'area Normativo-Giuridica dell'Osservatorio dell’AIPD sull’integrazione scolastica
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