AIPD cambia sede

AIPD cambia sede

Da lunedì 7 maggio 2018 AIPD Nazionale cambia sede e gli uffici si trasferiscono in Via Fasana 1/B-C, 00195, Roma.
Restano invariati i recapiti telefonici e le e-mail. Nei giorni immediatamente successivi al trasloco potrebbero esserci difficoltà con le linee telefoniche, in questo caso sarà possibile utilizzare i cellulari 392/2453818 oppure 329/3550725. Raggiungibile il numero 06 3723909.

Lunedì 23 aprile molte persone hanno accolto l’invito a condividere l’addio a viale delle Milizie 106, partecipando alla serata organizzata per salutare la sede che dal 1983 ha accompagnato la vita dell’Associazione.

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Dedicato a questo passaggio, l’Editoriale del n. 1/2018 della rivista “Sindrome Down Notizie”, a firma di Anna Contardi, che si riporta di seguito:

Scrivo queste righe in mezzo agli scatoloni del prossimo trasloco della sede nazionale di AIPD che a fine aprile lascerà viale delle Milizie 106 per trasferirsi in via Fasana 1.
La scelta di cambiare sede, vendendo la sede storica e comprando un appartamento più piccolo, nasce dalla necessità di contenere i costi e “fare cassa” per fare fronte alle molte spese di questi anni e ai non certi finanziamenti.
Come qualcuno ha detto nell’assemblea 2017 che ha deliberato tale scelta questo non ci deve preoccupare perché AIPD è nei suoi progetti e nelle sue persone ed è sempre più grande e impegnata per il futuro delle persone con sindrome di Down. Ciononostante vorremmo salutare con gratitudine queste pareti che hanno fatto da sfondo a tanti avvenimenti in questi anni e che, se potessero parlare, ne avrebbero tante da raccontare.

Avvicinando infatti l’orecchio alle pareti sentiamo il rumore dei mobili che entrano, siamo nel 1983 e grazie al primo finanziamento pubblico ottenuto dalla Associazione Bambini Down, l’allora Presidente Enzo Razzano e la sua vice Maria Devoto col Cda hanno comprato la prima sede AIPD che inizialmente ospiterà la sede nazionale e quella di Roma…
Da molti anni una cornice inquadra nella sala d’attesa il manifesto della 1° giornata nazionale delle persone con sindrome di Down, 1987 e il ricordo va alla foto scattata a Villa Pamphili e allo slogan “Tu lo chiami mongoloide, noi lo chiamiamo down, i suoi amici lo chiamano Paolo” rubato (con autorizzazione) agli amici inglesi fotografando in vacanza un loro manifesto. Nell’angolo un NONTISCORDARDIME: non ci siamo dimenticati niente e nessuno e il manifesto ci seguirà nella nuova sede!…
In salone c’è rumore, è il 1989 e sono i primi ragazzi del Corso di educazione all’autonomia, il club dei ragazzi, e stanno preparandosi ad uscire. Erano 16 quell’anno, nel 2017 in tutte le sezioni i partecipanti ai percorsi di autonomia sono stati oltre 900.
Nella mia stanza sulla parete c’è un lungo quadro fatto a collage da una scuola materna che ha trovato il suo finale alla favola del Brutto anatroccolo che non è diventato cigno. Campagna di sensibilizzazione nelle scuole, siamo negli anni ’90 e vogliamo insieme scoprire la bellezza di tanti brutti anatroccoli…
Nel corridoio un quadro di foto di lavoratori in fast food e un titolo “Io lavoro”: sono i primi inserimenti lavorativi seguiti da Aipd, il primo è del 1992.

Sopra un armadio in sala riunioni trovo coppe e premi: dal Key award allo spot “I bambini Down diventano adulti”, che ha accompagnato il cambio di nome, al premio de Il Giullare per “Hotel 6 stelle”, alle pareti le foto di persone con SdD con Enzo Biagi, Montella, Fiorello, Raoul Bova, la Pausini e tanti altri VIP che hanno partecipato ai primi calendari, ma anche tante altre foto di bambini, giovani e adulti impegnati nelle più varie attività…
All’angolo della stanza dell’ufficio internazionale le foto dei primi scambi all’estero…
Sul muro del corridoio c’è una scalfittura per le tante volte che il tavolo della sala riunioni è entrato e uscito per fare posto a ospiti più numerosi del solito… e sul divano la macchia di cioccolato dell’ultima merenda dei ragazzi…. Dallo sportello del soppalco fa capolino il ventilatore comprato nell’ultima torrida estate romana… e sul tavolo della biblioteca si ammucchiano i libri raccolti negli anni che tante tesi hanno accompagnato.

Chiudo la porta con un sorriso….la Storia continua!
Anna Contardi