Vicente del Bosque Gonzales intervistato per il progetto “On my Own… at Work”

Vicente del Bosque Gonzales intervistato per il progetto “On my Own… at Work”

Vicente del Bosque Gonzales è un importante allenatore di calcio spagnolo e calciatore.
La sua vita è stata segnata da un prima e un dopo la nascita del suo secondo figlio, Alvaro, con sindrome di Down. Nel 2010 quando la Spagna, allenata dal padre, ha vinto la Coppa del Mondo, Alvaro è diventato uno dei protagonisti del momento.

Per il progetto europeo On My Own… at Work (OMO)  Del Bosque è stato intervistato e ha raccontato la sua esperienza come padre di un figlio con disabilità intellettiva (QUI il video pubblicato sulla pagina Facebook di OMO).
“Nel 2010 mio figlio è stato messo sotto i riflettori dai media – ci ha raccontato – ma è stato fatto in un modo del tutto naturale e questo, senza avere l’intenzione di farlo, è stato un bene, per dare maggiore visibilità alle persone con sindrome di Down, che spesso sembrano invisibili”. Vicente Del Bosque è diventato, con questa paternità, molto sensibile al tema della disabilità intellettiva e soprattutto agli obiettivi che persone come suo figlio vogliono raggiungere nella società: “Oggi c’è una maggiore consapevolezza e visibilità della sindrome di Down, cosa che in passato non esisteva, però abbiamo ancora molta strada da fare, soprattutto nell’avere pari opportunità e poter vivere una reale integrazione lavorativa”.
Lavorare per le persone con sindrome di Down non deve essere per Vicente del Bosque “un atto di carità delle aziende ma un gesto di fiducia nelle reali capacità di queste persone. Con Alvaro abbiamo lavorato per dargli la migliore formazione possibile in modo che fosse inserito nel mondo del lavoro con degli strumenti efficaci in termini di disciplina e educazione. Non è necessario per noi che compia grandi cose, ma che possa essere utile nell’azienda in cui lavora. Oggi è un lavoratore e per questo siamo molto felici”.