Testimonianze

Gli interventi sono stati riportati nella forma originale con cui erano stati elaborati dai protagonisti

Mi chiamo Alfredo Scarlata, ho 21 anni, ho fatto un corso di informatica alla Finsiel che è una società di computer e mi hanno dato un diploma della Regione Lazio.
Ora ne sto facendo un altro Corso di informatica per ragioneria d’azienda e spero di trovare un posto di lavoro sempre nell’ambito del computer.
Vado anche agli Scout e mi trovo bene in loro compagnia e ogni tanto facciamo delle gite soltanto il fine settimana.
Da tre anni frequento un corso di autonomia a Roma. In questo corso di autonomia si fanno tante attività del tipo: si esce a fare acquisti, si va a mangiare per fare merenda, inoltre si va al cinema oppure a giocare al bowling. Quando usciamo prendiamo i mezzi pubblici, autobus o metropolitana.
Tutte queste attività ci servono per diventare autonomi. Per me essere autonomo significa fare tutto da solo e diventare indipendente nella vita.
Io, non essendo più un bambino, sono diventato adulto e non ho il bisogno dei miei genitori, nel senso che io anziché farmi accompagnare preferisco andare da solo perché ormai queste cose che sto facendo le faccio bene anche da solo.
Essere autonomi significa anche che i ragazzi e le ragazze Down possono gestirsi la loro vita e anche essere indipendenti.
Per me essere Down non significa che non possiamo autogestirci la nostra vita, ma significa che possiamo avere le chiavi di casa e questa è una cosa molto importante perché i ragazi e le ragazze che hanno le chiavi di casa hanno la loro responsabilità.
Io auguro alle persone che mi stanno seguendo di mandare i figli in Associazione per frequentare il corso di autonomia.
Arrivederci a tutti

Alfredo Scarlata
(Convegno Internazionale “La persona Down verso il 2000: un nuovo soggetto sociale”. Roma 23/24/25 ottobre 1996)


Ho 22 anni, dopo la scuola media ho frequentato il centro di formazione professionale di Capodarco, poi ho fatto tre tirocini, in asilo nido con i bambini piccoli poi alla mensa del senato poi alla scuola elementare.
Ho fatto una riunione con il dottor Romanazzi della Food Italia, ho riempito un foglio, ho fatto tutti i documenti e il diciassette febbraio 1997 ho firmato il contratto con la Food Italia per andare a lavorare al MacDonald’s di piazza di Spagna.
Il primo giorno di lavoro era lunedì alle quattro, ho visto il locale con il manager, ho misurato la divisa, ho conosciuto i colleghi. Ero emozionata.
Il lunedì, il giovedì il venerdì e la domenica lavoro dalle quindici alle diciannove, il mercoledì dalle dieci alle due (perché il pomeriggio vado in piscina), il martedì e il sabato riposo.
Tutte le volte timbro il cartellino appena entro e anche quando finisco il turno prima di andare via. Con i colleghi tutto bene, loro fanno diversi turni, anche il turno di notte. Il lavoro lo faccio da sola, quando ho bisogno mi aiutano.
Preparo tutti i tipi di panini, faccio il training casse: il manager mi aiuta e mi spiega come funziona la cassa, preparo le bibite, le patatine, i gelati, le torte di mele, faccio anche lo shake e il sunday che è un tipo di gelato, e anche il cono con la crema.
Quando lavoro la mattina faccio il salad bar dove si vendono le insalate, prendo le ordinazioni, le metto nel piatto, prendo i soldi alla cassa.
Prendo la busta paga con l’accredito in banca, perché i soldi li tengo in banca; quando finisco i soldi, li prendo con il bancomat. Compro un po’ di cose per me: vestiti eleganti, scarpe con il tacco, giacche e camicie, vado a teatro, al cinema oppure a mangiare una pizza con i miei amici. Da quando lavoro la mia vita è cambiata in meglio: ho cambiato personalità, sono diventata grande, sono cresciuta, sono diventata una signora. Da quando lavoro ho fatto tre interviste: a Domenica in con Mara Venier, a Supertre una televisione privata e poi dentro il locale dove mi hanno ripreso con le telecamere. conosco gli altri ragazzi che lavorano negli altri locali, diversi dal mio: Italo, Livia, Francesco, Massimiliano, Alfredo.
Quando ci incontriamo ci raccontiamo del lavoro e dei divertimenti, con qualcuno ci telefoniamo a casa.
Se non lavorassi mi annoierei, io lavoro e mi diverto a lavorare.

Gloria Pallucchini
(Convegno “Handicap: autonomia e inserimento lavorativo”. Capolona – Arezzo, 21/3/98 – intervento pubblicato su “Sindrome Down Notizie” n. 1-2/1999)


Mi chiamo Mauro, ho 24 anni e sono qui per parlare delle mie esperienze di lavoro.
Ho frequentato regolarmente le scuole statali, fino alla terza media.
Mi sono diplomato con “buono” a 14 anni.
Ho frequentato poi dei corsi professionali della regione Lazio e del comune di Roma.
Ho l’attestato di: steno-dattilografo, operatore computer, addetto uffici e segreterie e operatore in videoscrittura (quest’ultimo è un corso di secondo livello).
Cominciamo con le esperienze di lavoro.
Con le graduatorie dell’ufficio collocamento categorie protette, nel maggio 1993 ho ottenuto il nulla-osta per la concessionaria automobilistica Rosati Lancia, la quale mi ha assunto il 18 ottobre, ma l’11 novembre mi ha licenziato per non aver superato il periodo di prova.
Tutto legale e permesso, ma dopo questa esperienza io non mi fido più del collocamento.
Nel Marzo 1994 l’Associazione Persone Down ha ottenuto un lavoro di 4 mesi dalla Finsiel.
Eravamo un gruppo di 6 ragazzi e abbiamo registrato in una banca dati delle pubblicazioni, la maggior parte in inglese.
A dicembre 1994 la Finsiel ha cominciato un corso di operatori di computer per ragazzi Down e io ho fatto l’assistente ai professori.
Il corso è durato tre mesi, è stato seguito da 2 mesi di tirocinio pratico negli uffici, io sono stato assegnato alla segreteria generale.
Per tutti e due questi lavori ho ricevuto una borsa di studio.
Da ottobre 1995 a novembre 1997 ho partecipato, con un gruppo di ragazzi disabili, a un tirocinio pratico nell’ufficio tecnico della XVI circoscrizione.
L’orario di lavoro era dalle 8.30 alle 13.30 per 5 giorni a settimana.
I compiti assegnati: piccoli lavori di segreteria, fotocopie, firma presenze e circolari, centralino ecc.
Per il primo anno ho ricevuto il rimborso della tessera auto il secondo anno no, perché il comune non aveva più fondi.
Dal 2 dicembre 97 ho ottenuto una borsa di lavoro dal Comune di Roma presso una cooperativa che si occupa della ristorazione dell’Università.
Lavoro 5 ore al giorno per 5 giorni a settimana nell’ufficio amministrazione e contabilità.
Le mie mansioni sono: aiuto nei lavori d’ufficio, consegna pratiche nei vari locali distaccati, versamenti e raccomandate all’ufficio postale.
La borsa ha la durata di 10 mesi, dopo non si sa! Voglio parlare anche della mia esperienza di attore.
Sono stato scelto, forse perché fotogenico, per girare 2 spots della Presidenza del Consiglio dei Ministri: uno per la campagna disabili e l’altro per Mare Pulito.
Ho lavorato con una troupe cinematografica: regista, truccatrice, operatori.
Abbiamo ripetuto le scene più volte, abbiamo mangiato al sacco, tutto come gli attori veri.
Per il primo spot ho ricevuto anche un premio, che sono andato a ritirare a Milano e che mi è stato consegnato da Simona Ventura.
È stata una bellissima esperienza, fare l’attore mi piace molto anche se è un lavoro faticoso e non continuativo.
Concludendo per la mia giovane età ho fatto già molte esperienze, ma ho preso pochi soldi.
Il lavoro è un diritto di tutti i cittadini, noi però questo diritto ce lo dobbiamo ancora conquistare.
Abbiamo ottenuto il diritto allo studio, la nostra integrazione nella scuola è ormai totale e sembra essere riuscita abbastanza bene.
Ora si tratta di integrarci nel mondo del lavoro e per questo io sono d’accordo con lo spot “METTETECI ALLA PROVA!”

Mauro Ursella
(Conferenza stampa presso la CNA di Roma, 8/4/98)


Mi chiamo Italo Maddalena, ho 24 anni, sono nato a Napoli e vivo a Roma ormai da quattro anni. Ho fatto le elementari a Casalpalocco.
La mia famiglia, per ragioni di lavoro si è trasferita a Milano e quindi l ho fatto la scuola media e poi il politecnico del commercio di aiuto cuoco e pasticciere.
Intanto, col mio insegnante, ho fatto dei tirocini alla mensa dell’ospedale San Giuseppe di Milano e ad un ristorante (Papà Francesco), ho fatto anche un tirocinio di lavoro presso la Campari dove poi sono stato assunto.
Dopo un po’ di tempo (verso i vent’anni) mio papà ha chiesto il trasferimento per tornare a Roma e anch’io ho chiesto di essere trasferito alla Campari di Roma, dove sono rimasto per altri sei mesi.
Purtroppo ci sono stati molti problemi per la Campari di Roma che ha dovuto chiudere e i dipendenti sono stati trasferiti a Sulmona.
Sono stato comunque un anno in mobilità (cioè pagato senza lavorare).
Finito l’anno di mobilità dopo un periodo di tempo, tramite l’Aipd ho fatto un colloquio di lavoro per entrare alla Mc Donald’s dove lavoro da oltre un anno.
Il ristorante dove lavoro sta in via Giolitti, vicino alla stazione Termini, un posto molto frequentato, e quindi il lavoro non manca.
All’inizio del rapporto di lavoro, ero seguito da Giovanni Lodico, che è un job coach, un allenatore di lavoro, del quale la Food Italia si serve per la formazione del personale dei McDonald’s di Roma.
Lui per un bel po’ di tempo mi ha spiegato il lavoro e mi ha aiutato ad organizzarmi per bene, perché era un lavoro che non conoscevo.
Il mio lavoro mi piace perché ho avuto dei buoni consigli su come lavorare in cucina e perciò non mi riesce difficile.
Io lavoro part-time per quattro ore al giorno, gli orari di lavoro sono: 10,30-14,30 nei giorni di lunedì, martedì, giovedì e sabato.
In questo periodo sono addetto alla preparazione della sala e mi occupo delle pulizie, ma il mio lavoro cambia di settimana in settimana, così la prossima sarò in cucina. Per me è uguale.
Mi trovo bene, i miei colleghi sono gentili, ho fatto amicizia praticamente con tutti.
Il fatto di lavorare e di avere uno stipendio tutto mio mi dà tanta soddisfazione e mi dà la sensazione che posso fare tante cose, tra le quali, e non è una cosa da niente, posso togliermi tanti sfizi.

Italo Maddalena
(Tavola rotonda di “Mi piace lavorare”, convegno organizzato dall’Associazione Down Padova, 11/6/98).


Mi chiamo Michele Baciga ed abito a Padova.
Ho più di trenta anni e da sei lavoro per la società UDIS che si occupa delle pulizie nell’ospedale della mia città.
Mi piace lavorare, sto bene con i colleghi e le mie capo-servizio: Milena, Rosita, Antonia.
Con mia madre non sempre siamo d’accordo perché non vuole che tenga la barba, con mio padre non parlo molto.
Ho due sorelle sposate e due bei nipotini.
Partecipo a gare di nuoto ed anche di sci per la mia società sportiva A.S.P.E.A. e saluto i miei allenatori Sandro e Michele ed i miei compagni di squadra.
Servo la Messa presso la mia parrocchia Madonna pellegrina e là trovo tanti amici in un gruppo che si chiama “Il sorriso”.
In questi giorni ho avuto un grosso dispiacere perché il Padova è sceso in serie C.

Michele Bagica
(Tavola rotonda di “Mi piace lavorare”, convegno organizzato dall’Associazione Down Padova, 11/6/98)


Mi chiamo Fabiana Molin, ho 23 anni e abito a Mestre con la mia mamma e mio fratello, ho finito la terza media nell’anno 1989.
Dopo sono andata all’Istituto Berna per tre anni dove mi hanno insegnato economia domestica, cucito e tessitura, mi è piaciuto frequentare il Berna.
Dopo sono rimasta a casa per circa un anno e mezzo e poi sono andata alla cooperativa Velox dove anche qui ho imparato varie cose, per esempio come comportarsi su un ambiente di lavoro rispettando delle regole.
Ho lavorato nel laboratorio di icone prima, poi nel laboratorio di restauro facevo turni in cucina e turni di pulizie, ho imparato a prendere l’autobus, ho fatto degli stages uno in un negozio di estetica e due volte ai campus estivi dispensando i pasti e riordinando la sala.
Nel 1996 in ottobre ho iniziato un tirocinio di 6 mesi al McDonald’s di Mestre, mi sono trovata subito bene con i colleghi di lavoro, ho continuato a frequentare la vela, ho conosciuto Annalisa Longobardi che ancora oggi mi consiglia; Annalisa è l’assistente sociale del SIL servizio inserimenti lavorativi.
A dicembre del 1997 sono stata finalmente assunta e si è così realizzato il mio grande sogno.

Fabiana Molin
(Tavola rotonda di “Mi piace lavorare”, convegno organizzato dall’Associazione Down Padova, 11/6/98)


Sono Cristina Acquistapace e ho 25 anni.
Vivo in Valtellina e da 4 anni lavoro part-time in una scuola materna come aiuto-cuoca e ne sono felice. Faccio 2 ore al giorno e lavoro 5 giorni alla settimana.
Con Angela, la cuoca che aiuto, mi trovo benissimo, anche con le insegnanti e con i bambini c’è un buon rapporto.
Io faccio un po’ di tutto: aiuto Angela in cucina, apparecchio la tavola, vado a fare la spesa, ho la responsabilità della lavastoviglie e faccio anche molte altre cose.
Il mio lavoro è per me qualcosa di molto importante perchè da 4 anni mi dà tanto e continua tuttora a darmi tanto: sicurezza, autonomia, soddisfazioni: io sono felice.
Mi trovo bene in questa scuola materna e sono molto soddisfatta, orgogliosa e serena. Spero con tutto il cuore che questi inserimenti lavorativi siano per tanti altri ragazzi che come me desiderano solo sentirsi utili e ben accettati nel mondo del lavoro e nella società.
La cooperativa che mi ha assunta si chiama “Il Sentiero” e ha sede a Morbegno; là ci sono persone esperte e attente ai bisogni di tutti, sono tutti miei amici che sono felice di avere.
L’amicizia è molto importante per me e credo che se ora ho molti più amici di prima lo devo al mio lavoro.
Grazie a tutti.

Cristina Acquistapace
(Tavola rotonda di “Mi piace lavorare”, convegno organizzato dall’Associazione Down Padova, 11/6/98)


Io al club sono venuta per partecipare al corso di autonomia persone Down noi siamo persone con sindrome Down.
Che cos’è la sindrome Down?
Sindrome Down è una cellula importante che si runisce con un’altra senza sindrome allora fa nascere bambini con sindrome Down.
Io nel club ho conosciuto ragazzi con sindrome Down che si chiamano Simone Giannetti, Silvia Angelelli, Flavia Corazzi, Sirio Sierini e Luana Pettinelli.
Io al club vengo solo tutti i giovedì. Dalle tre e mezza alle sei e mezza per prima saluto le persone e poi saluto Domenico il mio ragazzo e poi ascolto operatori cosa vogliono dire io sono venuta sola.
Io ho imparato a fare le cose da sola e ho imparato essere autonoma. Cucinare perché per me il club è importante sapere che cos’è la sindrome Down.
Di divertente ho fatto weeckend a me piace fare anche il weeckend per me è importantissimo per me. Ho imparato a venire al club da sola poi pagare il conto corrente poi ho imparato a comprare il latte. Ho comprato da sola un vestito carino.
“Come vengo da sola” Mamma mi accompagna alla metro di Subaugusta e io aspetto una amica down del club e poi scendiamo con la metro a via Ottaviano esco a via Barletta faccio un pezzo a piedi e attraverso la strada e sono arrivata al club e poi al ritorno vado con l’autobus qualche volta con la macchina.

Giada Conti
(Convegno “Libertà possibile”, organizzato dall’AIPD con il comune di Roma nell’ambito del progetto europeo Smile, Roma 27/4/98)


Io Daniele Corsetti ho cominciato a lavorare a McDonald’s il 20 giugno 2002 a via del Corso, io sto in cucina, io preparo le colazioni, al mattino, collaboro con i miei colleghi di lavoro.
Mi trovo molto bene, perché mi sono tutti simpatici, e io sto andando fortissimo, io ho una divisa blu con una M gialla, e anche quadretti gialli.
Io lavoro tantissimo, a seconda dei giorni, dal lunedì al giovedì, dalle 8.00 alle 13.00 e venerdì dalle 8.00 alle 12.00, anche tutti i miei colleghi, e la direttrice se la cavano bene.
Questo lavoro è un posto molto frequentato, e lo consiglio a tutti.
Ho un grandissimo rapporto con i miei colleghi, e loro apprezzano il mio lavoro, e mi aiutano a lavorare bene.
Con tutto il mio cuore, vorrei rimanere a lavorare lì per tutto il resto della mia vita, e mettere tutta la mia anima nel lavoro, e sogno di diventare manager e salire di un grado per diventare direttore.
Io Daniele Corsetti Persona Down di Roma, posso dire a tutti i Ragazzi della Associazione che lavoro è importante.

Daniele Corsetti


BUONGIORNO A TUTTI
MI CHIAMO GIORGIA VITIELLO, HO QUASI 23 ANNI, VIVO A ROMA CON I MIEI GENITORI E CON MIA SORELLA CHE IN QUESTO MOMENTO E’ PARTITA PER STUDIARE A MADRID. C’E’ PURE I L CANE, SIAMO UNA BELLA FAMIGLIA ALLARGATA.
HO FREQUENTATO 5 ANNI DI LICEO LINGUISTICO SENZA BOCCIATURE, DOVE HO PARTECIPATO ANCHE A PROGETTI EXTRASCOLASTICI.
TRAMITE L’ASSOCIAZIONE ITALIANA PERSONE DOWN, DURANTE L’ULTIMO ANNO DI SCUOLA HO COMINCIATO UN TIROCINIO DI LAVORO NEL GRUPPO DELLE FERROVIE DELLO STATO. DOPO 6 MESI SONO STATA ASSUNTA CON UN CONTRATTO A TEMPO INDETERMINATO A PART TIME. ENTRO ALLE 9.30 E FINISCO ALLE ORE 3.00. L’AZIENDA DOVE LAVORO SI CHIAMA FS LOGISTICA E SI OCCUPA DI TRASPORTO DI ECOBALLE. IO SONO UN’IMPIEGATA E LAVORO IN UFFICIO.
SONO GiA’ DUE ANNI CHE LAVORO.
LE MIE MANSIONI SUL LAVORO SONO: FARE LE SCANSIONI DI DOCUMENTI IN PDF, HO IMPARATO AD USARE IL LIBRO DEL PROTOCOLLO, FACCIO LE FOTOCOPIE, INVIO I FAX, INSERISCO AL COMPUTER I DATI DEL REGISTRO DI CARICO E SCARICO, HO IL MIO INDIRIZZO DI POSTA ELETTRONICA DI LAVORO DAL QUALE INVIO E RICEVO COMUNICAZIONI DI LAVORO.
PER ME E’ UNA FELICITA’ ENORME LAVORARE, PERCHE’ E’ UNA COSA BELLISSIMA. MI RENDE FIERA, VE LO DICO A TESTA ALTA SENZA FERMARMI. MAMMA E PAPA’ ANCHE SONO SODDISFATTI. SONO UNA RAGAZZA IN GAMBA, QUESTO MI E’ STATO INSEGNATO DAI MIEI GENITORI, DA MAURO E DA FRANCESCA CHE SONO STATI I MIEI TUTOR SUL POSTO DI LAVORO.
PER ME E’ IMPORTANTE LAVORARE PERCHE’ MI FA CONFRONTARE CON ALTRE PERSONE, TI FA SENTIRE GRANDE, TI INSEGNA TANTE COSE CONTINUAMENTE SULLA VITA, ANCHE SU QUELLO CHE SUCCEDE FUORI.
I MIEI COLLEGHI MI DICONO CHE IL MIO LAVORO E’ UTILE ED E’ PREZIOSO, UNA MIA COLLEGA MI DICE CHE SONO LA PROFESSIONISTA DELLO SCANNER.
CON I M IEI COLLEGHI, CON I MIEI CAPI E CON LA DIREZIONE DEL PERSONALE HO BUONI RAPPORTI, LI ASCOLTO E SENTO QUELLO CHE MI DICONO PERCHE’ E’ UTILE.
SUL LAVORO CI SONO MOLTE REGOLE CHE ORMAI HO IMPARATO A RISPETTARE: LA PUNTUALITA’, L’ORDINE, LA PULIZIA, I VESTITI PRECISI E PROFUMATI.
A LAVORO NON POSSO ANDARE VESTITA A MODO MIO, SOLO IL VENERDI’ SI PUO’ SGARRARE E POSSO ANDARE IN JEANS, CASUAL.
CON L’IMPEGNO E LA VOLONTA’ STO IMPARANDO MOLTE COSE, PER ESEMPIO A PARLARE A VOCE BASSA.
CON LA MIA BUSTA PAGA VADO BENISSIMO, CI SCAPPA ANCHE LA TREDICESIMA.
SONO UNA SPENDACCIONA. CON I SOLDI CHE GUADAGNO CI RICARICO IL CELLULARE, CI VADO IN VACANZA, CI PAGO LA PISCINA, LA DANZA DEL VENTRE, IL TENNIS, CI PAGO LA CENA FUORI CON GLI AMICI QUANDO CAPITA, OFFRO IN CERTE OCCASIONI, FACCIO UN SACCO DI REGALI.
IL LAVORO BISOGNA TENERSELO STRETTO PERCHE’ NON E’ TANTO FACILE TROVARLO E BISOGNA ESSERE CONSAPEVOLI DI QUESTO.
PER IL FUTURO SPERO DI CONTINUARE A LAVORARE IN QUESTO POSTO.
PENSO DI SAPER FARE E DI DARE TANTO.

Giorgia Vitiello