Sono 25mila gli adulti con sindrome di Down in Italia: per loro al via una campagna di sensibilizzazione sul tema del diritto al voto

Qui il comunicato stampa in pdf

Sono 25mila i maggiorenni con sindrome di Down in Italia; un milione, lo 0,1% della popolazione, i disabili intellettivi in Europa. Aumenta per le persone con sindrome di Down l’aspettativa di vita e cresce quindi il protagonismo e la consapevolezza di essere cittadini, con doveri ma anche con diritti.

Per questo AIPD e la ASL Roma E hanno lanciato questa mattina una campagna di sensibilizzazione sul tema del diritto di voto alle persone con disabilità intellettiva.
“La maggioranza delle persone con disabilità intellettiva – ha spiegato Anna Contardi, coordinatrice nazionale AIPD – non esercita il proprio diritto di voto per mancanza di informazione, consapevolezza ed educazione al voto delle stesse persone con disabilità intellettiva, scarsa consapevolezza dei loro familiari, amici e operatori di riferimento dei loro stessi diritti di capacità. Mancano inoltre – ha concluso – interventi per facilitare l’esercizio del diritto di voto da parte delle pubbliche istituzioni”.
È per questo che AIPD e ASL Roma E rivolgono ai partiti politici una lettera aperta in cui chiedono un impegno alla traduzione dei loro programmi in alta comprensibilità seguendo le regole di easy reading (condivise a livello internazionale). Fondamentale infatti è sostenere le persone con disabilità intellettiva con iniziative di informazione e formazione finalizzate al sostegno della loro capacità di esprimere un’opinione e il voto. “L’avanzamento dei processi di inclusione – che non debbono essere dati per acquisiti e sui quali va posta la massima attenzione -, ci porta oggi a voler sensibilizzare la classe politica italiana verso questo obiettivo” così si è espressa Silvia Bracci, dirigente della ASL Roma E.
Pietro Barbieri, presidente Fish e neo portavoce del Forum Terzo Settore nel suo intervento ha sottolineato: “È necessario cambiare modello sull’idea delle persone in condizioni di marginalità: la disabilità non è una malattia, se non si esce da questo equivoco e non si considera una condizione ordinaria della vita, si continuerà a vivere nel pregiudizio”.

In questo contesto porre l’attenzione sulla questione del diritto di voto alle persone con disabilità intellettiva “non è esattamente una questione superficiale – ha continuato – paradossalmente di questo tema non ci si occupa molto, pare scontato o inutile invece deve essere una questione centrale. Se non ci credono per primi le istituzioni e gli operatori difficilmente potremo avere delle guide che portano e orientano le persone a esercitare il proprio diritto pieno di cittadinanza. Non esiste una qualità di diritto di voto altrimenti mettiamo in dubbio la democrazia. Questa iniziativa da un passo solido e chiaro in questo senso. Chiederemo con forza che questo sia rispettato”.
Giovanni Grillo, elettore con sindrome di Down spiega perché non è giusto impedire il voto a persone con sindrome di Down: “Siamo diversi per via degli occhi e per avere più difficoltà ad imparare cose nuove, però possiamo esprimere la nostra opinione ed imparare come si vota”. Gli ha fatto eco Mauro Ursella: “Anche se siamo persone con la sindrome di Down siamo lo stesso dei cittadini con tanto di diritto di recarsi alle urne quando ci sono le elezioni. Penso che ognuno debba avere il diritto di votare e di esprimere l’opinione personale dando la propria preferenza”.