“Schedati, perseguitati, sterminati”

“Schedati, perseguitati, sterminati”

Da pochi giorni e fino al prossimo 14 maggio sarà visitabile nella Sala Zanardelli del Monumento a Vittorio Emanuele II (Vittoriano) a Roma, la mostra “Schedati, perseguitati, sterminati. Malati psichici e disabili durante il nazionalsocialismo”, arricchita dalla sezione “Malati, manicomi e psichiatri in Italia: dal ventennio fascista alla seconda guerra mondiale”.

La mostra è stata realizzata dalla Società Tedesca di Psichiatria (DGPPN) in collaborazione con la Fondazione Memoriale per gli Ebrei assassinati d’Europa e la Fondazione Topografia del Terrore Berlino.
Attraverso 50 pannelli contenenti biografie e immagini storiche, l’esposizione vuole raccontare l’assoluta disumanità perpetrata nei confronti dei malati psichici e delle persone con disabilità durante il nazionalsocialismo e la conseguente omertà sull’accaduto nella Germania postbellica (a partire dal 1934, 400.000 cittadini tedeschi, con patologie mentali considerate ereditarie e incurabili, furono sterilizzati contro la loro volontà; tra il 1939 e il 1945, più di 200.000 persone ricoverate in ospedali psichiatrici tedeschi furono assassinate perché ritenute un inutile peso per la popolazione tedesca).
“Malati, manicomi e psichiatri in Italia: dal ventennio fascista alla seconda guerra mondiale” è la sezione aggiuntiva pensata appositamente per l’Italia. Curata dal Comitato Storico Scientifico della SIP (Società Italiana di Psichiatria), riassume e analizza le responsabilità della psichiatria italiana durante l’epoca fascista, che fu sempre contraria all’uccisione dei malati ma, sotto la Presidenza di Arturo Donaggio, fu l’unica società scientifica a legittimare le leggi razziali del 1938. Inoltre, è poco noto che negli ultimi anni del conflitto furono circa 30.000 le persone ricoverate negli ospedali psichiatrici italiani che persero la vita a causa dell’inedia e dell’abbandono. Molti gli aspetti analizzati: dalla situazione dei manicomi italiani dopo la prima guerra mondiale, all’adesione della psichiatria ufficiale all’ideologia fascista, fino alle deportazioni di pazienti dagli ospedali psichiatrici del Nord Italia verso la Germania.
La mostra è ad ingresso libero, visitabile tutti i giorni dalle ore 9.30 alle 19.00.