Redattori speciali a Venezia, per realizzare una guida turistica ad alta comprensibilità. Al via il progetto ‘Turisti non per caso’ con 24 persone con disabilità intellettiva

Qui il comunicato stampa in pdf

Sono stati 24 i ragazzi con sindrome di Down e altre disabilità intellettive provenienti da diverse città europee che si sono incontrati per una settimana a Venezia per iniziare i lavori di stesura di una guida turistica ad alta comprensibilità. Il progetto “Turisti non per caso ha visto il coinvolgimento di persone con
disabilità intellettiva provenienti da Praga, Budapest, Malta e per l’Italia 6 ragazzi con sindrome di Down di Venezia dell’AIPD, Associazione Italiana Persone Down, capofila del progetto.
I 4 gruppi di 6 ragazzi ciascuno (dai 17 ai 35 anni) hanno visitato Venezia insieme ai propri operatori per vedere che cosa era loro necessario trovare in una Guida. Nella settimana ci sono stati anche momenti di formazione per decidere l’indice e la forma grafica della Guida e realizzare concretamente un testo ad alta
comprensibilità. Le tappe successive del progetto, della durata di un anno, prevedono la redazione delle Guide, la loro validazione attraverso dei test con potenziali visitatori. Tra settembre e dicembre 2013 infatti a rotazione i membri del progetto visiteranno gli altri stati per usare le guide scritte dagli altri e verificarne pregi e limiti. Un’ulteriore testing sarà fatto con altri potenziali utenti: persone con scarsa conoscenza della lingua del Paese in cui si trovano, persone con bassa scolarità o altre disabilità intellettive. Questa fase si concluderà con la correzione delle Guide turistiche.
Il materiale sarà infine pubblicato in tutte le lingue dei partecipanti su un sito creato appositamente per il progetto “Turisti non per caso”. Novità assoluta anche una nuovissima applicazione che permetterà di scaricare e visionare la guida direttamente dallo smart phone.
Anna Contardi, coordinatrice nazionale AIPD, ha seguito personalmente i lavori della prima settimana e afferma: “E’ stato emozionante vedere come, superando le barriere linguistiche , i redattori siano diventati un’unica squadra e abbiano condiviso il da farsi con grande serietà.”