Progetto ´Secondo il vento faremo le vele´: al via la fase conclusiva

Qui il comunicato stampa in pdf

Sono 21 le persone con sindrome di Down dell’Associazione Italiana Persone Down che salperanno sabato 15 giugno 2013 per una crociera di una settimana intorno all’Arcipelago Toscano. Tre saranno le barche a vela, su ciascuna saranno imbarcati, insieme ai giovani con sindrome di Down (tra i 20 e 35 anni), due coetanei, due educatori dell’Associazione Italiana Persone Down e due istruttori di vela.
L’esperienza è la tappa finale del progetto dell’Associazione Italiana Persone Down “Secondo il vento faremo le vele”, corso di vela e crociera finale che si inserisce nell’ambito di un finanziamento del Dipartimento per le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio dei Ministri nel campo dell’arte e dello sport a favore di persone con disabilità. Obiettivo del progetto è valorizzare ed accrescere le potenzialità delle persone sindrome di Down attraverso la fruizione
pratica delle attività sportive della vela: i ragazzi saranno chiamati a mettere in gioco le loro capacità fisiche e relazionali, ogni membro dell’equipaggio sarà infatti indispensabile per il raggiungimento dell’obiettivo comune, ovvero far andare la barca. L’integrazione dei velisti avverrà anche attraverso momenti formali ed informali di socializzazione nei porti di partenza e di transito (visite alle capitanerie di porto, approvvigionamento cambusa nei negozi locali, visite dell’imbarcazione da parte di persone interessate).
Daniele Castignani, operatore AIPD, ideatore e responsabile del progetto ha spiegato: “L’idea di fondo è quella di estremizzare il contesto educativo fornendo al contempo l’elemento dell’avventura, del contatto e della relazione con le forze naturali del mare e del vento. E’ un percorso educativo che si fonde armonicamente con un corso di vela, si impara sì a navigare, fin dalla prima uscita in mare i ragazzi stanno dietro al timone, ma anche a condividere e rispettare gli spazi degli altri, a cucinare a mantenere in ordine le proprie cose, si impara soprattutto a collaborare in una situazione estrema per tutti”.
Aggiunge Anna Contardi, coordinatrice nazionale AIPD: ”Abbiamo visto anche in altre esperienze AIPD come sia la realtà il contesto educativo più efficace; imparare facendo, motivati dall’utilità di quello che facciamo e del perché lo facciamo, è il più grande motore per l’apprendimento. Si impara a cucinare perché poi mangiamo quello che abbiamo preparato, si tirano su le vele per portare noi, la barca e gli amici alla nostra meta e perché questo ruolo è affidato proprio a noi e nessuno lo farà al posto nostro. E anche questa volta mi aspetto che i ragazzi ci stupiranno!”.