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Chi sono e che fanno

Quante sono le persone con sindrome di Down?

In Italia ogni 1.200 bambini che nascono, 1 ha la sindrome di Down.

Secondo alcune ricerche, in Italia ci sono circa 38.000 persone con la sindrome di Down e la maggior parte ha più di 25 anni.

Che cosa possono imparare le persone con sindrome di Down?

La presenza del cromosoma numero 21 in più fa sì che le persone con la sindrome di Down facciano un po’ di fatica a fare le cose che si fanno tutti i giorni e che si imparano a scuola.

Questo perché il cromosoma in più rallenta la loro crescita e rende tutto un po’ più difficile… ma non impossibile!

Le persone con sindrome di Down possono fare quasi le stesse cose che fanno gli altri, solo con più fatica e mettendoci più tempo.

Lo sviluppo (cioè la crescita) di un bambino con la sindrome di Down avviene infatti più lentamente, ma nello stesso modo degli altri bambini.

I bambini con sindrome di Down fanno le stesse cose degli altri bambini: camminare, parlare, correre, giocare, andare a scuola, imparare a leggere e a scrivere, stare con gli amici.

A volte ci mettono più tempo.

Le persone con sindrome di Down sono però tutte diverse tra loro e hanno bisogno di aiuti diversi.

La maggior parte raggiunge un buon livello di autonomia personale.

Impara a curare la propria persona (lavarsi, vestirsi, ecc.), a cucinare, a uscire e fare spese da soli, fare sport, frequenta gli amici, ha un fidanzato o una fidanzata.

Molte persone con la sindrome di Down da adulti imparano un mestiere e trovano un lavoro, svolgendolo bene.

Insomma, le persone con sindrome di Down sanno fare molte cose e ne possono imparare molte altre.

Perché queste possibilità diventino realtà è importante che tutti imparino a conoscerle, ad aiutarle nel modo giusto e ad avere fiducia nelle loro capacità… che sono tante.

Luoghi comuni sulle persone con sindrome di Down

Chi sono e come crescono i bambini con sindrome di Down?

Lo sviluppo del bambino con sindrome di Down avviene con un certo ritardo, ma secondo le stesse tappe degli altri bambini.

I bambini con sindrome di Down crescendo possono raggiungere, sia pure con tempi più lunghi, conquiste simili a quelle degli altri bambini: cammineranno, inizieranno a parlare, a correre, a giocare.

Rimane invece comune a tutti un variabile grado di ritardo mentale che si manifesta anche nella difficoltà di linguaggio frequente tra le persone con sindrome di Down.

Dal punto di vista riabilitativo non si tratta di compensare o recuperare una particolare funzione, quanto di organizzare un intervento educativo globale che favorisca la crescita e lo sviluppo del bambino in una interazione dinamica tra le sue potenzialità e l’ambiente circostante.

È importante inoltre ricordare che ogni bambino è diverso dall’altro e necessita quindi di interventi che rispettino la propria individualità e i propri tempi. Dal punto di vista medico, vista una maggiore frequenza in tali bambini rispetto alla popolazione normale di problemi specialistici, in particolare malformazioni cardiache (la più frequente è il cosidetto canale atrioventricolare comune, ma si presentano anche difetti intestinali, disturbi della vista e dell’udito, disfunzioni tiroidee, problemi odontoiatrici), è opportuno prevedere col pediatra una serie di controlli di salute volti a prevenire o a correggere eventuali problemi aggiuntivi.

Per conoscere quali controlli di salute sono consigliati per i bambini e le persone con sindrome di Down scarica qui il Quaderno AIPD n. 17 “Alcune note informative sui controlli di salute per bambini con sindrome di Down

Per informazioni sugli aspetti medici: vai nell'area Salute del sito

Per informazioni utili per bambini fino ai sei anni di età vedi anche gli orientamenti per famiglie e operatori:

  • La comunicazione della diagnosi e i controlli di salute
  • La riabilitazione
  • L’educazione in famiglia

Che cosa possono imparare e qual è il loro inserimento sociale?

Fino a pochi anni fa l’idea più diffusa sulle persone con sindrome di Down era quella di considerarle persone ritardate mentalmente, che sarebbero state per sempre dipendenti dai loro genitori.

Oggi è possibile incontrare ragazzi con sindrome di Down nelle scuole e e nei parchi, ragazzi con sindrome di Down che si muovono da soli fuori casa per incontrare i loro amici e anche qualche adulto sul posto di lavoro.

Qualcosa sta cambiando.

La maggior parte dei bambini con sindrome di Down può raggiungere un buon livello di autonomia personale, imparare a curare la propria persona, a cucinare, a uscire e fare acquisti da soli.

Possono fare sport e frequentare gli amici, vanno a scuola e possono imparare a leggere e scrivere.

I giovani e gli adulti con sindrome di Down possono apprendere un mestiere e impegnarsi in un lavoro svolgendolo in modo competente e produttivo.

È impossibile avere oggi dei dati statistici sul numero delle persone con sindrome di Down che lavorano, ma, anche se la legislazione attuale non favorisce adeguatamente l’avvio al lavoro delle persone con ritardo mentale, grazie all’impegno degli operatori e delle famiglie ci sono già molte esperienze positive.

Ci sono lavoratori con sindrome di Down tra i bidelli, gli operai, i giardinieri ed altre mansioni semplici. Stanno nascendo inoltre anche alcune prime esperienze in lavori più complessi come l’immissione dati in computer o altri impieghi in ufficio.

Le persone con sindrome di Down sanno fare molte cose e ne possono imparare molte altre.

Perché queste possibilità diventino realtà occorre che tutti imparino a conoscerli e ad avere fiducia nelle loro capacità.