Grillo (AIPD) : Assioma mongoloide – incapace non corrisponde a realtà

Grillo (AIPD) : Assioma mongoloide – incapace non corrisponde a realtà

Paolo Virgilio Grillo, Presidente dell’Associazione Italiana Persone Down, commenta nuovamente l’uso del termine ‘mongoloide’ e il tentativo di sdoganarlo da parte di diversi giornalisti, che si sono sollevati a favore di Travaglio e della sua posizione sostenuta nelle scuse che ha rivolto ad AIPD, Anffas e all’intero mondo delle persone con disabilità intellettiva.

Nel Comunicato Stampa Grillo spiega: “Le persone con sindrome di Down vanno a scuola, lavorano, si innamorano e si fidanzano, vanno a votare. Ci domandiamo se i giornalisti che in questi giorni stanno riflettendo sull’opportunità o meno di sdoganare il termine ‘mongoloide’ conoscano davvero i nostri figli e se si rendano conto che usare questa parola come sinonimo di assolutamente incapace sia non corrispondente alla realtà”. Con queste parole Paolo Virgilio Grillo, presidente dell’Associazione Italiana Persone Down, ritorna sulla discussione in corso sull’uso della parola mongoloide. Diversi giornalisti, tra cui in prima pagina sul quotidiano Libero Melania Rizzoli, stanno infatti rivendicando come diritto quello di potere utilizzare tale termine in modo offensivo come sinonimo di totalmente incapace di comprendere. Non capiscono che non si tratta di una parola come un’altra. “Con scarso rispetto delle persone con sindrome di Down che odiano essere chiamate con questo appellativo – continua Grillo – e con nessun tipo di conoscenza della Trisomia 21 (chiamata ‘malattia’ quando è una condizione genetica, usando il termine ‘affetto’ che si riferisce appunto a patologie e non a condizioni come questa che rimangono tali per tutta la vita) i giornalisti, che hanno il dovere di proteggere e non ledere le categorie più fragili – articolo 6 del testo unico deontologico dei giornalisti – stanno percorrendo una incredibile crociata per sdoganare luoghi comuni, mancanza di rispetto e disprezzo nei confronti delle persone con disabilità. Questo ci ferisce e ci sconcerta”.