Giornata Mondiale Sindrome Down 2013. In Italia il 13% lavora con contratto regolare, ma ancora è lunga la strada per un pieno inserimento lavorativo

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Hanno tra i 20 e i 40 anni, si occupano di ristorazione, mansioni di segreteria presso aziende private o come impiegati nell’amministrazioni in ASL e ospedali. Lavorano anche come manovali o come operai in fabbrica, come assistenti in asili nido o in biblioteca. La maggior parte ha un contratto di lavoro part-time a tempo
indeterminato. Qualcuno lavora nelle cooperative sociali.

È questo l’identikit di persone con sindrome di Down che sono inserite nel mondo del lavoro, dopo periodi di tirocini e stage.
Il tema del lavoro, lanciato a livello mondiale in occasione dell’ottava Giornata Mondiale Sindrome di Down, che si celebra oggi, 21 marzo 2013 in tutto il mondo, è uno dei campi di attività principali dell’AIPD che al 2010 (ultimi dati disponibili) ha lavorato per promuovere l’inserimento lavorativo di circa 80 persone con sindrome di Down a Roma e altre 25 in altre città ed è fortemente impegnata nella sensibilizzazione di aziende pubbliche e private e nel lavoro di collocamento mirato di molti giovani con sindrome di Down.
Secondo l’ultima indagine “Sulla formazione e l’inserimento lavorativo delle persone con sindrome di Down” (2009), condotta dal Coordown (la rete delle Associazioni Down cui anche AIPD aderisce), su un campione di 1297 maggiorenni con sindrome di Down, solo il 13% lavora con regolare contratto, mentre il 18% è avviato in percorsi di tirocinio formativo (in particolare nel Centro-Nord).
Un risultato importante è stato raggiunto di recente da tre ragazze della Sezione AIPD di Roma, Benedetta Skofic, Chiara Manganozzi e Benedetta Menghini. Svolgono da anni tirocini per prepararsi ad un inserimento vero e proprio e proprio ultimamente hanno partecipato all’ultimo concorso messo a bando dal Comune di
Roma per il settore amministrativo e hanno passato l’esame, aggiudicandosi il posto. “Sono felicissima di essere passata a questo concorso, – racconta Benedetta Skofic – in una parte dell’esame si doveva anche fare un colloquio in inglese, ma me la sono cavata. Adesso lavoro in un asilo nido, ma la mia passione è la cucina, sono
stata aiuto cuoco in un ristorante 4 stelle, pulivo il pesce, le patate, lo scalogno, è stata un’esperienza veramente bella”.

Felice del risultato anche Chiara, che attualmente lavora alle Poste di via Ostiense. “Qui mi occupo delle raccomandate, metto i timbri alle cartoline – spiega la ragazza di 25 anni – sono qui dalle 8.30 alle 13.30, è un lavoro che mi piace”.

Benedetta Menghini, di 24 anni, lavora invece da diversi anni in un asilo nido: “Aiuto ad apparecchiare e sparecchiare, ad imboccare i bambini, do una mano nelle pulizie, è un’occupazione che mi piace molto. Adesso vedremo cosa succederà quando inizierò questo nuovo lavoro al Comune di Roma”.