Giornata Mondiale Infanzia, festa anche per i bambini con sindrome Down

Giornata Mondiale Infanzia, festa anche per i bambini con sindrome Down

Attualmente in Italia 1 bambino su 1200 nasce con la sindrome Down. Grazie allo sviluppo della medicina e alle maggiori cure dedicate a queste persone la durata della loro vita si è molto allungata così che si può ora parlare di un’aspettativa di vita di 62 anni, destinata ulteriormente a crescere in futuro. Ma chi sono e come crescono i bambini con sindrome di Down? Lo sviluppo di questi bambini avviene con un certo ritardo, ma secondo le stesse tappe degli altri bambini: camminare, iniziare a parlare a correre e a giocare. Rimane invece comune a tutti un variabile grado di ritardo mentale che si manifesta anche nella difficoltà di linguaggio frequente tra le persone con sindrome di Down.

Dal punto di vista riabilitativo non si tratta di compensare o recuperare una particolare funzione, quanto di organizzare un intervento educativo globale che favorisca la crescita e lo sviluppo del bambino in una interazione dinamica tra le sue potenzialità e l’ambiente circostante. È importante inoltre ricordare che ogni bambino è diverso dall’altro e necessita quindi di interventi che rispettino la propria individualità e i propri tempi. Dal punto di vista medico, considerata una maggiore frequenza in tali bambini rispetto al resto della popolazione di problemi specialistici, in particolare malformazioni cardiache ma anche difetti intestinali, disturbi della vista e dell’udito, disfunzioni tiroidee, problemi odontoiatrici, è opportuno prevedere col pediatra una serie di controlli di salute volti a prevenire o a correggere eventuali problemi aggiuntivi.

La maggior parte dei bambini con sindrome di Down può raggiungere un buon livello di autonomia personale, imparare a curare la propria persona, a cucinare, a uscire e fare acquisti da soli. Possono fare sport e frequentare gli amici, vanno a scuola e possono imparare a leggere e scrivere.

“Il percorso scolastico dei bambini con sindrome Down – spiega Nicola Tagliani, responsabile dell’Osservatorio scolastico dell’Associazione Italiana Persone Down – con un adeguato supporto può essere molto utile per sviluppare una maggiore autonomia e la possibilità di una reale integrazione, sia nel presente sia nel futuro”