Down to Italy, istituzioni e mondo delle associazioni a confronto

Down to Italy, istituzioni e mondo delle associazioni a confronto

Una guida in alta comprensibilità per orientare le famiglie dei migranti circa i diritti dei propri figli con disabilità. Si chiama “Down to Italy”, scritta e prodotta dall’Associazione Italiana Persone Down, è stata presentata lunedì 23 febbraio 2015 alla Camera dei Deputati. A parlare del tema delle persone con disabilità straniere si sono confrontati nel convegno il mondo dell’associazionismo e quello politico.

Il convegno è stato organizzato dall’Associazione Italiana Persone Down e ha visto la partecipazione di Khalid Chaouki, deputato del Partito Democratico e promotore dell’evento, Mario Berardi, Presidente AIPD, Andrea Sinno e Nicola Tagliani, autori AIPD della guida “Down to Italy”, Antonio Cutura, segretario nazionale della FISH, Federazione Italiana Superamento Handicap, e presidente di FIADDA, Famiglie italiane associazione per la difesa dei diritti degli audiolesi, e Gloria Ramos, mamma migrante con un figlio con sindrome di Down.

Sono intervenuti nella seconda metà del pomeriggio Valerio Serafini, esperto di disabilità dell’UNAR, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali, Stefania Congia, dirigente delle Politiche di integrazione e tutela dei minori stranieri del ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Dopo i saluti della deputata del Partito Democratico Laura Coccia ha chiuso i lavori Raffaele Ciambrone, Direzione Generale per lo Studente, l’Integrazione, la Partecipazione e la Comunicazione del Ministero dell’Istruzione. A moderare il dibattito è stata la giornalista di Redattore sociale Eleonora Camilli.

Khalid Chaouki ha aperto i lavori dichiarando: “Ho sostenuto con forza questo progetto, agevolandone la sua presentazione. Ho visto questo manuale e mi ha colpito molto perché ci occupiamo tutti i giorni dei problemi, degli ostacoli e di quello che vivono le persone di origine straniera e dei loro figli, i ragazzi di seconda generazione e questa pubblicazione aiuta in modo concreto una categoria di persone di cui si parla pochissimo”. Parlando del tema della cittadinanza, ora all’ordine del giorno nei lavori parlamentari Chaouki ha proseguito: “Iniziamo ad occuparci dello Ius Soli, ma vogliamo affiancare il dibattito politico con storie già presenti di integrazione nel rapporto con la società”. Mario Berardi ha spiegato il senso della guida: “L’abbiamo scritta perché siamo abituati a dover reclamare i diritti di persone a cui vengono negati. Il testo nasce dal desiderio di garantirli per tutti anche per i ragazzi figli di genitori migranti. Con il nostro agire vogliamo prendere una posizione che accolga gli altri, crediamo infatti che sia più fruttifero e bello un mondo dove le diverse realtà e i diversi mondi si accolgano invece di farsi guerra. Le persone vanno accettate per quello che sono e non per quello che vorremmo che sapessero fare”.

Nicola Tagliani, responsabile dell’Osservatorio Scuola dell’AIPD e autore del testo per la parte relativa alla scuola ha spiegato: ”La padronanza della lingua italiana, la comprensione delle informazioni reperibili sui siti e le relazioni con le istituzioni sono i principali problemi degli utenti stranieri. La guida aiuta ad orientarsi in questo panorama”. Andrea Sinno, operatore di Telefono D (un servizio di consulenza alle famiglie) e autore del testo per gli aspetti giuridici ha aggiunto: “Nel testo ci sono indicazioni semplici su diritti e agevolazioni come l’invalidità civile e gli aiuti economici, l’inserimento lavorativo delle persone con sindrome di Down, l’assistenza sanitaria e l’assegno per il nucleo familiare, tutto scritto in alta comprensibilità”.

Per Antonio Cutura, segretario nazionale FISH, la guida ha il senso di combattere i pregiudizi: “Le persone con disabilità combattono contro diverse forme di pregiudizio e a volte ci sorprendiamo che questi vengano da chi non dovrebbe averne, da istituzioni o da persone preposte all’accoglienza e alla cura delle persone con disabilità. La legge italiana non trova coerenza con la realtà, soprattutto per le famiglie di migranti”. Pur essendo il nostro paese infatti all’avanguardia nell’inclusione poi l’applicazione delle leggi non è sempre lineare e le famiglie, “primo agente di integrazione”, isolano esse stesse i propri figli. “in ambienti ‘speciali’, per difenderli sì, ma impedendo loro di crescere e diventare autonomi”. Al tavolo dei relatori era presente anche Gloria Ramos, una donna colombiana, sposata con un italiano, che ha raccontato la sua esperienza come mamma di un figlio con sindrome di Down. “L’iter per la cittadinanza di Cristian, durato due anni, si è concluso positivamente grazie all’AIPD e all’onorevole Chaouki che si sono interessati alla nostra storia e ci hanno sostenuto. È stato un periodo di grande dolore e umiliazione, nel corso degli anni ho sentito sbattuta la porta in faccia da parte delle istituzioni per avere avuto un figlio con la sindrome di Down. Io spero che la triste storia della mia famiglia in Italia non si ripeta per altri”.

Racconta la sua esperienza anche Laura Coccia, deputata PD e membro della commissione parlamentare Cultura Scienza e Istruzione: “Ho avuto problemi con l’Erasmus in Germania, appena arrivata, essendo una persona disabile ho chiesto dove fosse lo sportello dedicato agli studenti disabili, ma lì non esiste. Ero abituata a tutt’altro genere di diritti e di riconoscimenti in Italia. Al mio ritorno mi sono chiesta quali fossero le difficoltà dei migranti che arrivano nel nostro paese, linguistiche, culturali, quali fossero i problemi per figli di coppie di migranti. Sono contenta di essere qui, vorrei che questo fosse il primo di una serie di appuntamenti su questo tema, in questo senso la guida è strumento essenziale per dare il benvenuto alle persone che arrivano”. Valerio Serafini, esperto di disabilità per l’Unar, Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali ha spiegato come in effetti “la condizione di persona straniera e con disabilità produce una doppia discriminazione, ma nessuno deve pensarsi solo. Quello dell’integrazione non è un problema ma una sfida, non si deve rispondere a questa realtà a compartimenti stagni, servono nuove leggi e nuove proposte perché le discriminazioni non abbiano diritto di esistere, il nostro lavoro garantisce supporto e sostegno per tutte le categorie discriminate.

Stefania Congia, del ministero delle Politiche Sociali ha sottolineato come “la diversità è la vera sfida che dobbiamo accogliere per il futuro della società. In un mondo che tende ad un modello di perfezione sempre più forte, qualsiasi esclusione parte dal non vedere e capire la diversità. C’è bisogno quindi di un’informazione differente per fare accedere tutte le persone ai diritti”. Il dicastero delle Politiche Sociali ha realizzato un portale per i migranti con guide multilingue. “Il lavoro maggiore – ha continuato Congia – è quello relativo ai diritti politici, il favorire l’esercizio di una cittadinanza attiva e non passiva”. Ha concluso i lavori Raffaele Ciambrone del ministero dell’Istruzione, che ha illustrato le azioni del Miur per favorire una maggiore integrazione: “Non sempre serve un insegnante specializzato, con alcuni accorgimenti è possibile andare incontro agli alunni migranti e disabili con un piano didattico individualizzato. È uno strumento immediato di intervento che, senza attendere la certificazione che ha tempi molto più lunghi, è rimesso alla discrezionalità della scuola che indica una difficoltà e che può subito intervenire. Il baricentro è stato spostato da un asse clinico ad un asse pedagogico, a tutto vantaggio degli alunni con bisogni speciali”.