Cristian sarà cittadino italiano. Segno di accoglienza e civiltà, grande passo in avanti

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“Oggi voglio baciare il mondo, amo tutti. È come vivere in un sogno”. Con queste parole Gloria Ramos ha commentato la notizia della predisposizione del decreto di concessione della cittadinanza italiana al figlio, Cristian, persona con sindrome di Down. La donna, di origine colombiana, è iscritta all’Associazione Italiana Persone Down e, affiancata dagli operatori dello sportello di Telefono D, ha iniziato a combattere legalmente per vedere riconosciuto il diritto di cittadinanza al figlio. Il ragazzo si era visto negare la cittadinanza perché giudicato incapace di prestare il necessario giuramento per completare l’iter burocratico per diventare italiano a tutti gli effetti.
L’appello a livello politico era stato raccolto dal parlamentare del Partito Democratico Khalid Chaouki, che aveva presentato un’interrogazione in Commissione Affari costituzionali alla Camera dei Deputati. Il decreto attende la firma del Presidente Napolitano e la notifica alla famiglia di Cristian per diventare operativo a tutti gli effetti. “Avevo una grande speranza – continua Gloria Ramos – sapevo che anche se il cuore delle persone sembra duro poi c’è una grande sensibilità su questi temi. Ringrazio tutti, tutti dal primo all’ultimo, per averci aiutato a combattere questa battaglia di civiltà”.
Commenta la buona notizia anche Anna Contardi, coordinatrice nazionale di AIPD: “La conquista della cittadinanza da parte di Cristian ci riempie di gioia. Abbiamo lottato perché la ottenesse non solo lui ma che fosse un diritto acquisito per tutti i ragazzi che si trovano nella stessa condizione. È importante che si impari a riconoscere che una persona con sindrome di Down adulta è a tutti gli effetti un adulto, con delle difficoltà ma anche con la capacità di esprimere bisogni e diritti e che si smetta di considerarli incapaci o eterni bambini. La conquista della cittadinanza da parte di Christian diventa non solo un segno di accoglienza e di civiltà, ma anche di presa di coscienza dei tanti passi avanti che le persone con disabilità e le loro famiglie hanno fatto in questi anni”