AIPD ospite in Marocco per parlare di autonomia, lavoro, sessualità e cittadinanza

Comunicato stampa

 

AIPD OSPITE IN MAROCCO PER PARLARE DI AUTONOMIA, INSERIMENTO LAVORATIVO, SESSUALITA’ E CITTADINANZA
Dal 1 al 3 dicembre condivisione di best practice con AMSAT, Associazione Marocchina per le persone con sindrome di Down

Autonomia, inserimento lavorativo ma anche sessualità, diritto di voto, amicizia e rapporti tra operatori e famiglie delle persone con sindrome di Down. Questo e molto altro è stato trattato in un convegno che si è tenuto a Rabat, in Marocco, dove AIPD è stata invitata dalla locale associazione di persone con sindrome di Down AMSAT (Association Marocaine de Soutien et d’Aide aux personnes Trisomiques – Associazione Marocchina per il Sostegno e l’Aiuto alle Persone con sindrome di Down), per parlare della propria esperienza in Italia.

Il progetto, finanziato dall’Unione Europea è iniziato nel gennaio 2013 e prevede l’apertura di un “Ristorante Pedagogico”, in cui 40 giovani con sindrome di Down vengono formati per diventare cuoco, cameriere, pasticcere. Al termine del progetto, 2 di questi saranno assunti all’interno del ristorante, che sarà aperto al pubblico; gli altri continueranno il percorso attraverso nuove esperienze formative sul territorio (assolutamente innovative per un contesto come quello marocchino).

Nel seminario, che è iniziato il 1 dicembre e si è concluso il 3 dicembre, si sono trattati diversi temi, dal passaggio all’età adulta con diverse modalità di inserimento sociale, ad una formazione intensiva agli educatori su metodi e strumenti per il lavoro con adolescenti e adulti sui temi dell’educazione all’autonomia, del tempo libero, dell’affettività/sessualità e dell’inserimento lavorativo.
Per AIPD era presente la responsabile dell’Osservatorio sul Mondo del Lavoro Monica Berarducci che commenta: “Accoglienza, curiosità, apertura al confronto e fiducia nel cambiamento sono le parole chiave di questa esperienza nonostante il divario culturale, la voglia di cambiamento e la consapevolezza che l’inclusione sociale delle persone con sindrome di Down sia un obiettivo possibile, sono temi molto sentiti in AMSAT. Il confronto con il modello AIPD e lo sfondo ideologico, seppure ‘troppo forte e a tratti shoccante’, ha messo in evidenza apertura, consapevolezza e fiducia in un futuro inclusivo – conclude – per le persone con disabilità intellettiva”.