Accogliere bimbo con sindrome Down? Un dovere per tutti

In merito alla notizia del neonato con sindrome Down abbandonato dalla mamma in Armenia Anna Contardi, coordinatrice nazionale dell’Associazione Italiana Persone Down, commenta: “Crea sempre un certo disagio trovare notizie del genere che fanno riflettere sulla difficoltà che incontrano i genitori nell’accogliere un bambino diverso da quello atteso e nella solitudine di servizi, di familiari, di amici che accompagna spesso una decisione così terribile come quella di un abbandono”. No però ad una colpevolizzazione della madre: “Non crediamo che si possa in alcun modo aiutare un difficile processo di accettazione di un bambino diverso da quello che si era atteso, colpevolizzando la mamma, ma piuttosto creando intorno a noi tutti una società più accogliente per tutti”.

La scoperta dell’arrivo in famiglia di un bambino con sindrome di Down “è un momento difficile che va accompagnato con solidarietà e comprensione, aiutando i genitori a scoprire chi è questo inatteso, accogliendo il dolore e sostenendo la difficoltà. Non tutti hanno le stesse storie alle spalle, non tutti hanno gli stessi tempi”. Il percorso di accettazione è lungo e difficile: “E’ difficile accettare qualcuno – continua Contardi – di cui a volte si sa solo che non è un bambino normale e non chi è. Il bambino atteso e desiderato ha avuto nove mesi per essere sognato e immaginato e adesso non c’è più e il nuovo bambino è lì e ha bisogno di diventare rapidamente il ‘loro bambino’”. In questo senso diventa fondamentale che i media aiutino questo processo di accettazione facendo conoscere “bambini con sindrome di Down che vanno a scuola, giocano ai giardinetti, i giovani e gli adulti che conquistano la loro autonomia possibile, i pochi che lavorano e che potrebbero essere molti di più se si vincessero stereotipi e pregiudizi”.