Decreti attuativi “Buona scuola”: FISH chiede di riaprire il confronto

comunicato stampa FISH
Decreti attuativi “Buona scuola”: si riapra il confronto

La FISH è stata oggi (30/01/2017, ndr) ricevuta alla Camera dalle Commissioni VII (Cultura, Scienza e Istruzione) e XII (Affari sociali) che congiuntamente stanno esaminando gli schemi dei decreti attuativi della legge 107/2015 (“Buona Scuola”) per i relativi pareri.

“Sono norme che possono segnare in modo determinante la qualità didattica e, prima ancora, l’effettiva inclusione degli alunni e studenti con disabilità. – anticipa Vincenzo Falabella, Presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap – Sulla rilevanza di questo momento sentiamo tutto il sostegno, ma anche la preoccupazione, di migliaia di famiglie. Abbiamo, quindi, vissuto e condotto questo confronto con particolare determinazione e fermezza, anche perché le premesse e le proposte sono molto lontane dai principi e dalle soluzioni che perseguiamo da sempre.”

E le osservazioni di FISH, contenute in una dettagliata e ponderosa memoria, non riguardano solo lo schema di decreto sull’inclusione scolastica degli studenti con disabilità (Atti del Governo, n. 378), ma anche altri 3: n. 377 (formazione iniziale e di accesso nei ruoli di docente nella scuola secondaria), n. 380 (scuola d’infanzia), n. 384 (valutazione e certificazione delle competenze).

“Non abbiamo espresso solo osservazioni, critiche, suggerimenti a tutto tondo, ma anche richieste che riteniamo irrinunciabili per poter considerare questi provvedimenti per lo meno non in contrasto con la Costituzione e con la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. – prosegue Vincenzo Falabella – Vista l’ampiezza degli aspetti sollevati e il dettaglio dei rilievi abbiamo raccolto la disponibilità da parte delle relatrici delle Commissioni a ulteriori confronti di approfondimento.”

In effetti, gli elementi sollevati sono particolarmente pressanti. Si va dalla richiesta di partecipazione di tutti gli attori (persone con disabilità, famiglie, enti locali e sanitari) alla formulazione del profilo di funzionamento ed alla quantificazione delle risorse per una effettiva inclusione, alla concreta realizzazione della continuità didattica, in particolare dei docenti per il sostegno, sullo stesso alunno con disabilità. Si chiede la declinazione dei livelli essenziali delle prestazioni in tema di inclusione scolastica alla determinazione del tetto massimo inderogabile di 22 alunni per classe di ogni ordine e grado, in presenza di uno con disabilità grave o due con disabilità non grave.

E ancora: il riconoscimento del ruolo educativo degli asili nido (0-3 anni) con l’esplicitazione del diritto all’istruzione precoce dei bambini con disabilità di età 0-6 con priorità di accesso.

Ma richieste forti riguardano anche la formazione iniziale sulle didattiche inclusive per tutto il personale scolastico, in particolare per i docenti curriculari di scuola secondaria.

“Ci sentiamo – speriamo non ingenuamente – in una posizione di forza: abbiamo dimostrato al contempo capacità tecnica nel proporre soluzioni sostenibili e la presenza politica che deriva dalle istanze di migliaia di famiglie. Ci auguriamo prevalga quella ragionevolezza necessaria a modificare i decreti proposti e a riaprire il confronto.”

30 gennaio 2017

A Rai 3 si parla di autonomia, residenzialità e lavoro

Lunedì 30 gennaio 2017 Italo Maddalena, persona con sindrome di Down, assunto da molti anni presso un ristorante “MacDonald’s” della capitale, e Anna Contardi, coordinatrice delle attività AIPD e presidente di EDSA, saranno ospiti della trasmissione di Rai Tre “Fuori TG“, in onda da partire dalle ore 13,40.

Tratteranno i temi legati all’età adulta, dall’autonomia al lavoro, alla residenzialità.

QUI il link alla pagina del programma dove è possibile rivedere la puntata.

Giornata della Memoria

Lo sterminio delle persone con disabilità non fu solo la parte a lungo misconosciuta dell’Olocausto ma ha rappresentato di fatto il prologo di quello che sarebbe poi accaduto agli ebrei e ai nomadi.
Le persone con disabilità uccise furono più di settantamila con il famigerato Aktion T4, sul quale da alcuni anni si è sollevato il velo di silenzio che lo ha invece coperto per molti decenni.

Proponiamo la lettura de “Quel primo Olocausto” a firma di Stefania Delendati, pubblicato sul sito web di Superando.

 

Se comprendere è impossibile, conoscere è necessario. Primo Levi, “Se questo è un uomo”

Amicizia, inclusione e sindrome Down, il contest “SelfiAMOci” di Aipd Roma

Amicizia, inclusione e sindrome Down. Sono questi i temi al centro del contest “SelfiAMOci” lanciato dalla sezione Aipd di Roma. L’iniziativa, promossa da Aipd Roma, è in linea con il tema di attualità scelto quest’anno per il calendario 2017.

Si può partecipare fino al 15 febbraio 2017 inviando un selfie, individuale o di gruppo in cui ci sia presente almeno una persona con sindrome Down. Per maggiori informazioni si può leggere qui.

 

“Trabajadores en camino”, avviato il primo stage presso “INOUT” a Barcellona

Dal 15 gennaio al 5 febbraio 2017 Anna Carmela e Giuseppe della sezione AIPD di Caserta, Pierpaolo e Rocco della sezione AIPD di Potenza, accompagnati da due educatori, sono a Barcellona per svolgere un’esperienza di lavoro di tre settimane, nel settore alberghiero, presso l’ostello Inout.

L’attività è parte dell progetto “Trabajadores en camino”, finanziato dal programma comunitario Erasmus Plus nell’ambito dell’azione Ka1 Learning Mobility of Individuals (Mobilità ai fini di apprendimento).

FISH: decreto su inclusione scolastica da rigettare

comunicato stampa FISH

Unanimità della Giunta FISH – Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap nel rigettare con forza lo “Schema di decreto legislativo recante norme per la promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità”, l’Atto del Governo (378) approdato all’esame delle Camere in questi giorni.

“Non si può certo dire che negli ultimi due anni la nostra Federazione non abbia praticato un confronto tecnico e politico con il Ministero dell’Istruzione. Lo abbiamo dimostrato ripetutamente in confronti diretti con la dirigenza politica e tecnica di quel Dicastero. Siamo giunti persino ad elaborare e a presentare anche una specifica proposta di legge concordandone correzioni e aggiustamenti con il Ministero stesso di ben altra qualità rispetto al papocchio che ora assume la veste di Atto del Governo. Ma quando l’Esecutivo ha assunto la delega in forza della legge sulla ‘buona scuola’, di quella apparente disponibilità al confronto si è persa la sostanza e il senso. Anzi, le istanze delle persone con disabilità sono state largamente ignorate se non contrastate.”

Così commenta Vincenzo Falabella alla conclusione della Giunta Nazionale della FISH convocata per confrontarsi su questo aspetto e per stabilire la posizione da tenere.

“Vediamo tradite le principali istanze del movimento delle persone con disabilità, mascherandole dietro dichiarazioni di intento ma declinandole in un nulla di davvero concreto, anzi tornando indietro rispetto anche alle minime garanzie attuali. Temi come quelli della continuità scolastica, della garanzia di sostegno adeguato, della formazione dei docenti, della qualità scolastica, della corretta valutazione delle necessità e delle potenzialità degli alunni con disabilità, della programmazione sostenibile e congruente, della rivisitazione intelligente di ruoli, competenze, responsabilità sono – in tutta evidenza – tradite e, a tratti, irrise. In termini ancora più schietti: una presa in giro!”

E di fronte a tali gravi considerazioni, visto ed analizzato il testo dello schema di decreto, il Presidente Vincenzo Falabella ribadisce che “la FISH e le associazioni federate non potranno che avviare una mobilitazione e tutte le forme di protesta e di denuncia utili a rivedere profondamente questo testo da cui prendiamo con vigore le distanze come associazioni e come Cittadini.”

Ottava salvaguardia, è possibile verificare online il possesso dei requisiti

Dell’ottava salvaguardia avevamo dato notizia in occasione della pubblicazione in Gazzetta ufficiale della legge di stabilità 2017 e poi della successiva emanazione della circolare 41/2016 del Ministero del Lavoro.

Ora l’INPS ha predisposto un servizio online che permette agli interessati di verificare il possesso o meno dei requisiti per accedere alla salvaguardia e dunque procedere (o no) alla presentazione dell’istanza.

Dettagli e chiarimenti sono nell’allegato al messaggio INPS n. 193 del 17 gennaio 2017

Si chiarisce che accedere alla verifica dei requisiti NON sostituisce l’istanza di accesso all’ottava salvaguardia, la cui modalità è indicata nella già citata circolare 41/2016 del ministero del lavoro. Termine di scadenza l’istanza è il 2 marzo 2017.

Per maggiori informazioni vedere anche la circolare INPS n. 11, 26 gennaio 2017.

Provvidenze economiche per invalidi civili 2017

L’INPS ha pubblicato la circolare n. 8, 17 gennaio 2017, “Rinnovo delle pensioni e delle prestazioni assistenziali per l’anno 2017”, contenente, tra gli altri, gli importi delle pensioni e delle indennità riconosciute agli invalidi civili (alla pag. 29 dell’allegato 3, nella Tabella M.3).
In concreto è stato modificato solo l’importo dell’indennità di accompagnamento che da euro 512,34 passa a euro 515,43, per il resto è tutto immutato.

– Indennità di accompagnamento
per invalidi civili (minori e maggiorenni, 100% di invalidità e necessità di assistenza continua):
€ 515,43

– Pensione di invalidità
(maggiorenni, 100%):
€ 279,47. Il limite di reddito è fissato in € 16.532,10

– Assegno mensile
(maggiorenni, invalidità compresa tra il 74 e il 99%):
€ 279,47. Il limite di reddito è fissato in € 4.800,38

– Indennità di frequenza
(minori con difficoltà a svolgere i compiti e le funzioni della propria età che frequentano nido, scuola e/o svolgono terapie continuative presso ASL o centri convenzionati):
€ 279,47. Il limite di reddito è fissato in € 4.800,38.

Gli importi per il 2017 resteranno indicati su questo sito in “Diritti”, nella pagina dedicata.

Grillo su titolo ‘Voce di Mantova’, chiediamo sanzioni per direttore giornale

Siamo confortati dalla presa di posizione dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia e speriamo che si apra davvero un’istruttoria davanti al consiglio di disciplina per il direttore della ‘Voce di Mantova’. Siamo veramente indignati per un titolo che ha denotato una così scarsa intelligenza comunicativa”. Con queste parole Paolo Virgilio Grillo, presidente dell’Associazione Italiana Persone Down auspica un intervento dell’Ordine regionale dei giornalisti contro il direttore della ‘Voce di Mantova’ responsabile del titolo apparso lo scorso 7 gennaio in tutte le locandine della città “Mongoli in mongolfiera. A fuoco dopo atterraggio sui cavi dell’alta tensione”.

Il titolo – continua Grillo – non si riferiva né a cittadini della Mongolia né a persone con sindrome Down ma a cittadini tedeschi, la parola è stata quindi usata come una palese offesa, che ci fa regredire dopo anni e anni di lavoro sulla stigmatizzazione di tali espressioni”. Il titolo della ‘Voce di Mantova’ viola anche le norme deontologiche contenute nel Testo Unico dei doveri del giornalista (nell’art. 6) che tutti i giornalisti devono rispettare pena provvedimenti disciplinari dell’ordine territoriale competente.

Decima edizione per “Zoldo is fun”di AIPD Belluno

Torna la manifestazione dell’APD di Belluno “Zoldo is fun. Gioco sulla neve per uno sport davvero per tutti” giunta alla decima edizione.

Dal 19 al 21 gennaio 2017, Palafavera, Val di Zoldo, Dolomiti saranno teatro di attività e giochi sulla neve, per partecipare ai quali è possibile iscriversi entro il 10 gennaio.  L’evento rientra nel progetto “Senza frontiere – sport, alimentazione salute e benessere”, finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Social ai sensi dell’art. 12, comma 3, lett f) della legge 383/2000 – Annualità 2015

Discontinuità didattica

Pubblichiamo il testo della scheda normativa curata dall’Osservatorio Scolastico AIPD (avv. Salvatore Nocera, dott. Nicola Tagliani) dedicata al tema, spinoso e purtroppo sempre attuale, della discontinuità didattica.
Le riflessioni prendono spunto dal dossier “Mobilità 2017 – Il grande caos, atto secondo: e agli studenti chi ci pensa?”, recentemente realizzato dal portale Tuttoscuola.com

La iattura della discontinuità didattica nell’a.s. 2016/2017 (scheda 545)
L’area normativo-giuridica dell’Osservatorio Scolastico AIPD concorda con l’analisi puntuale dei dati forniti dal Dossier di Tuttoscuola.com “Mobilità 2017 – Il grande caos, atto secondo: e agli studenti chi ci pensa?” e commentati dal Corriere della Sera del 9/1/2017 con particolare attenzione alla discontinuità didattica verificatasi nel corrente anno scolastico.

Secondo i dati forniti dal Dossier di Tuttoscuola quasi un terzo dei docenti italiani (275.000 su 768.000) ha cambiato sede quest’anno, creando disagi a ben 2,5 milioni di studenti.
In questi dati vanno compresi anche gli alunni con disabilità e gli insegnanti per il sostegno. Purtroppo il dossier non distingue separatamente questi dati, ma ad essi si può pervenire in base a stime ricavabili dai dati diffusi dal MIUR.

Dal Focus “Anticipazione sui principali dati della scuola statale a.s. 2016-2017” risultano:
– Alunni con disabilità: 224.509 (circa 2,87% del totale degli alunni)
– Docenti per il sostegno (a tempo indeterminato e determinato, compresi anche quelli dell’organico di potenziamento): 124.572 (circa 15,5% del totale dei docenti)

Stando ai dati del Dossier di Tuttoscuola circa un terzo dei docenti per il sostegno ha cambiato sede quest’anno (circa 41.500), coinvolgendo nel disagio circa un terzo degli alunni con disabilità (circa 75.000).

DISCONTINUITA’ PER I DOCENTI PER IL SOSTEGNO
Approfondendo ulteriormente l’analisi, il terzo di docenti per il sostegno con discontinuità comprende sia docenti a tempo determinato, per i quali la discontinuità è la regola, ma anche quelli a tempo indeterminato, per i quali la discontinuità non dovrebbe porsi. Anzi si è sempre sostenuto da parte governativa e ministeriale che le recenti immissioni in ruolo e il nuovo concorso avrebbero stabilizzato numerosi docenti, ivi compresi quelli per il sostegno, facendo quindi diminuire la discontinuità.

Stando ai dati ministeriali ultimi disponibili “L’integrazione scolastica degli alunni con disabilità – a.s. 2014/2015” circa il 63% dei docenti per il sostegno nell’a.s. 2014/2015 era a tempo indeterminato (pari allora a circa 75.000 su un totale di 119.000).

Ferma restando questa percentuale, il 63% dei 41.500 docenti per il sostegno che ha cambiato sede in quest’anno scolastico è pari a 26.145.
Con le immissioni in ruolo degli ultimi due anni conseguenti alla l. n° 107/2015 sulla “buona scuola” questa percentuale è certamente aumentata. Pertanto si può stimare che il numero dei docenti per il sostegno a tempo indeterminato che ha cambiato sede sia non inferiore alle 30.000 unità.

Considerando che il rapporto medio tra docenti per il sostegno e alunni con disabilità è di quasi 1 a 2, circa 60.000 studenti con disabilità dei 75.000 che hanno subito discontinuità, hanno subito questo grave disagio pur avendo docenti per il sostegno a tempo indeterminato.
Ciò inficia gravemente le aspettative delle famiglie ed i buoni propositi dell’amministrazione scolastica.

STUDENTI AL SUD
Continuando nell’approfondimento, dal dossier risulta che al Sud c’è un numero di docenti per il sostegno proporzionalmente superiore che al Nord; ciò è dovuto, oltre che alle motivazioni correttamente indicate nel dossier anche al fatto che al Sud i servizi di supporto organizzativo all’inclusione scolastico forniti dagli enti locali, come ad es. l’assistenza per l’autonomia e la comunicazione di cui all’art. 13 comma 3 della l. n. 104/92 sono ben inferiori (e talora inesistenti) rispetto al Nord; di qui la richiesta e l’ottenimento di un maggior numero di ore di sostegno; conseguentemente al Sud la discontinuità didattica del sostegno è ancor di più avvertita che non al Nord.

LE DEROGHE IN ORGANICO DI FATTO
A ciò si aggiunga che il Ministero continua ad inserire le deroghe per le ore di sostegno (cioè le ore aggiuntive al numero di quelle corrispondenti alla media nazionale di un insegnante per due alunni) nell’organico di fatto, anziché in quello di diritto.
Trattasi di circa 41.000 posti di sostegno.
La procedura di assegnazione di questi posti è quanto di più assurdo possa esservi al fine della continuità didattica: infatti agli alunni che ne fanno richiesta nel PEI, come prevede la legge (art. 10, comma 5 del decreto legge 78/2010, convertito nella l. n° 122/10), viene prima assegnato un numero di ore di sostegno pari alla media nazionale di 1 a 2 in organico di diritto; quindi si procede all’assegnazione delle deroghe in organico di fatto. Ovviamente il docente cui è stata assegnata la mezza cattedra in organico di diritto all’alunno, viene dirottato per l’altra mezza cattedra su altro alunno, quindi il completamento della cattedra in base alle deroghe in organico di fatto viene effettuato con altro docente; quindi molto spesso gli alunni che hanno maggior bisogno di continuità sono più esposti al rischio di discontinuità.

Addirittura il Direttore scolastico regionale della Puglia, che per ovviare a tale inconveniente aveva assegnato direttamente in organico di diritto la cattedra completa per le deroghe, si è visto accogliere dal TAR un ricorso dei sindacati che hanno preteso che venisse rispettata la sequenza tra organico di diritto e poi di fatto previsto dalla normativa.

PROPOSTE DI MODIFICHE NORMATIVE
Per questi motivi la FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap, di cui l’AIPD è socio fondatore), ha presentato nel 2014 la Proposta di Legge Atto Camera n. 2444, poi recepita anche dalla FAND (Federazione delle Associazioni Nazionali dei Disabili), nella quale si avanzavano alcune proposte per garantire una maggiore continuità didattica almeno del sostegno.

Tali proposte sono state ripresentate al Ministero in occasione della discussione sulla formulazione dei possibili contenuti dell’emanando decreto delegato sul miglioramento della qualità dell’inclusione scolastica, di cui all’art. 1, comma 181, lettera c) della l. n° 107/2015, sulla “buona scuola”.

Le proposte possono leggersi nel nostro e-book edito dalla Key Editore (www.keyeditore.it) dal titolo “La normativa inclusiva nella nuova legge di riforma sulla Buona Scuola” e nella bozza della PdL FISH e FAND:
– 1. Per i docenti a tempo indeterminato si propone che essi debbano permanere su cattedra di sostegno almeno nove anni e comunque debbano completare con lo stesso alunno il ciclo di studi intrapreso (infanzia, primaria, etc.).
– 2. Per i docenti a tempo determinato l’incarico non sia più annuale ma triennale e comunque sino al completamento del ciclo triennale di studio dell’alunno (primo triennio delle primarie, triennio delle secondarie di primo grado, primo triennio delle secondarie di secondo grado, etc.).
– 3. Le due federazioni hanno invero presentato una proposta molto più radicale e cioè la creazione di quattro appositi ruoli di sostegno ciascuno per ogni ordine di scuola, in modo da garantire una scelta professionale all’inizio della carriera. Tale proposta è però stata fortemente avversata dai sindacati della scuola e da molti docenti per il sostegno che preferiscono non perdere il vantaggio di poter avere la possibilità di contemporanea o successiva docenza di sostegno e su cattedra disciplinare nella quale, attualmente, debbono essere abilitati per poter entrare di ruolo.
– 4. In previsione del mancato accoglimento della terza proposta a causa dell’avversione degli oppositori, FISH e FAND hanno allora chiesto sia inserita nell’emanando decreto delegato anche la previsione normativa che non si possa passare su cattedra curricolare da quella di sostegno se non per “passaggio di cattedra” (che avviene su concorso a numero chiuso) e non più per la normale mobilità (trasferimenti annuali su un numero di cattedre ben maggiore); tale norma, unita alla proposta di cui al punto 1 dovrebbe garantire una continuità maggiore rispetto all’attuale discontinuità.
– 5. Per limitare poi la discontinuità durante lo stesso anno, che dal Rapporto ISTAT “L’integrazione degli alunni con disabilità nelle scuole primarie e secondarie di primo grado” risulta essere paurosa, le associazioni propongono che il Ministero voglia applicare l’art. 461 del Testo Unico sulla normativa scolastica, approvato con D.Lgs n° 297/1994, secondo il quale un docente non può essere spostato dalla propria sede dopo il ventesimo giorno dall’inizio delle lezioni. Tale norma sino ad oggi è stata invocata dai soli docenti per il sostegno ad es. per rifiutarsi di seguire un alunno con disabilità che si trasferisca dopo qualche mese da una scuola all’altra nello stesso comune.

Sarebbe molto più razionale che invece la norma venga applicata dal Ministero per garantire la continuità didattica agli alunni con disabilità; ciò eviterebbe lo spreco di pubblico denaro per la nomina di supplenti di sostegno ad alunni con disabilità, specie intellettiva, ai quali magari, dopo aver instaurato con fatica una proficua relazione personale ed educativa con un docente per il sostegno, viene assegnato altro docente col quale fa appena in tempo a conoscersi prima che l’anno scolastico sia finito, per dover ricominciare la stessa assurda trafila l’anno successivo.
Queste sono le proposte che le associazioni propongono, non limitandosi a lamentare i danni della discontinuità, ma volendo collaborare concretamente al miglioramento della qualità dell’inclusione.
Ci si augura che il Ministero ed il Governo vorranno accogliere e far proprie queste proposte nell’emanando decreto delegato previsto dalla legge di riforma n° 107/2015.

Ottava salvaguardia

Ne avevamo parlato su questo sito nella notizia dedicata alla Legge di Stabilità 2017.

La legge 232/2016 ha introdotto l’ottava salvaguardia: il comma 214, lettera e, dell’art. 1, individua la possibilità di accedere alla pensione per (tra gli altri) un massimo 700 lavoratori che avrebbero perfezionato i requisiti secondo la normativa previgente alla “legge Fornero” entro il mese di gennaio 2018, e che nel 2011 hanno fruito del congedo straordinario (di cui all’art 42, comma 5 del decreto legislativo 151/2001) per l’assistenza ai figli con handicap di cui al comma 3, art. 3 della legge 104/92.

Ricordiamo che i requisiti pre-Fornero consistevano, alternativamente, nel raggiungimento di:
– quota 96 cioè 60 anni di età anagrafica e 36 anni di anzianità contributiva, o 61 anni di età e 35 di contributi;
– 40 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica;
– nel caso di pensione di vecchiaia, 20 anni di contributi (o, 15 se in servizio prima del 31/12/1992) e 65 anni di età per gli uomini e 60 o 61 per le donne (a seconda del settore – rispettivamente privato o pubblico – di appartenenza).

Il Ministero del lavoro ha pubblicato la circolare 41/2016 con la quale detta le modalità operative per l’accesso alla salvaguardia. Online sul sito del Ministero il modello dell’istanza che va presentata entro il prossimo 2 marzo (sessanta giorni dalla entrata in vigore della legge 232/2016) via mail, pec o raccomandata all’Ispettorato del lavoro territorialmente competente (qui l’elenco con gli indirizzi di posta elettronica).

Laboratorio di scrittura “Corso D” per 15 ragazzi di Termini Imerese

Martedì 10 gennaio 2017 è iniziato il Laboratorio di letto-scrittura “Corso D” per 15 ragazzi con sindrome Down a Termini Imerese. Il progetto è ideato e realizzato dalla sezione AIPD di Termini Imerese per sviluppare le competenze fonologiche, metalinguistiche e linguistiche che sono alla base degli apprendimenti della lettura e della scrittura. Iniziato il 10 gennaio il laboratorio si concluderà il 6 giugno 2017 e si svolge una volta a settimana per due ore.

Il corso è seguito dalla prof. Cristina Randone, come operatrice responsabile, supportata da tre volontari: Elena La Russa, Evelyn Erco e Danilo Morreale. Partner del progetto è la Scuola Liceo Classico G. Ugdulena di Termini Imerese che ha messo a disposizione locali e strumenti didattici (LIM).

Tre assunzioni a tempo indeterminato a Bari per ragazzi con sindrome Down

Sono tre i ragazzi con sindrome Down della sezione AIPD di Bari che sono stati assunti a tempo indeterminato dopo sei mesi di tirocinio formativo. I tre lavoratori sono in forze alla catena di ristorazione pugliese Bacio di Latte.
L’assunzione è giunta al termine di un percorso di affiancamento che ha visto ognuna delle persone impegnata in mansioni diverse in uno dei diversi punti vendita di Bari. Il tutoraggio è stato seguito da educatori dell’AIPD di Bari, sotto la supervisione di Viviana Lagattolla, responsabile del SIL (Servizio di Inserimento Lavorativo) della sezione. I ragazzi, Piera Stefania Mastrorosa di 22 anni, Roberto Caruso di 22 anni e Simona Signorile di 31 anni sono occupati in tre diversi bar al centro di Bari. Roberto è cameriere in sala mentre Simona e Piera sono banconiste.

“La nostra professionalità – sottolinea Mariella De Napoli, presidente della sezione AIPD di Bari – ha incontrato l’intraprendenza di un manager attento ed esigente come Mino D’Alonzo, proprietario della catena Bacio di Latte, coniugandosi con la determinazione dei ragazzi e delle loro famiglie, anch’esse supportate dal servizio di inserimento lavorativo per garantire il miglior esito del tirocinio. Il tutto si riferisce per altro a un protocollo che applichiamo con efficacia da circa dieci anni presso la nostra Associazione e che sino ad ora ha prodotto l’assunzione di dieci giovani a tempo indeterminato, tra coloro che hanno manifestato la volontà e i prerequisiti per un inserimento lavorativo e che in alcuni casi hanno svolto diversi tirocini prima di approdare all’assunzione stessa. Infatti, in ossequio al principio che “lavoratori non si nasce ma si diventa”, vogliamo ricordare che questi ragazzi hanno seguito per anni i percorsi di autonomia dell’AIPD, grazie ai quali il nostro staff di operatori, guidati da Margherita Mona, sostiene le persone con sindrome di Down e le loro famiglie nella ricerca di un benessere individuale che per taluni può tradursi nell’inserimento lavorativo”. La notizia è stata pubblicata anche dalla Gazzetta del Mezzogiorno.

“Diritto ai Diritti”, la messa in onda su Rai Tre

Come preannunciato, Rai TRE ha trasmesso nella mattina del 6 gennaio scorso il docu-film “Diritto ai diritti“, prodotto da AIPD con la regia di Christian Angeli e realizzato nell’ambito del progetto omonimo finanziato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali.

Soddisfatti degli ascolti che hanno registrato 351.000 spettatori e uno share del 2,33%. Il film sarà visionabile sul sito di Rai Play ancora per alcuni giorni.